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venerdì 10 settembre 2010

dieci cose

Ipazia passa il testimone e lo raccolgo. anche perché mi ricorda il vecchio Cuore.
dunque, dieci cose per le quali vale la pena di vivere. che bel problema...
  1. i miei figli
  2. i miei cani*
  3. l'adagio del concerto per pianoforte e orchestra di Ravel
  4. "Viaggi" di Crichton
  5. Due per la strada
  6. le notti di maggio a Rovigno
  7. le librerie
  8. vederlo sul lastrico, solo e dimenticato dai suoi figli
  9. perdere 25 chili
  10. cucinare per gli amici
*e con questo, visto che i figli sono tre e i cani due, potrei essermi giocata le prime cinque cose...

martedì 24 agosto 2010

rescue team

eccolo qua. la settimana scorsa era dietro la mia roulotte che pigolava, caduto dal nido e in cerca della mamma. l'abbiamo messo sull'albero sperando che tornasse a riprenderselo, ma ore dopo era di nuovo per terra, in cerca di aiuto. cosa dovevamo fare? nel corso di tutti questi anni in campeggio abbiamo raccattato di tutto: scoiattoli, merli, passerotti... a volte è finita bene e altre no, ma siamo sempre pronti ad accogliere i piccoli in difficoltà. Anacleto sta con noi da giovedì scorso e sembra starci proprio bene. mangia, svolazza, pigola e fa una strana danza muovendo la testa da una parte all'altra. ancora non ho capito se è un gufo o una civetta, ma i pezzetti di filetto crudo gli piacciono un sacco.
mi sa che lo porto a casa. bestia più, bestia meno...

lunedì 5 ottobre 2009

computer o ferro da stiro?

sono andata a Rovigno per chiudere definitivamente la roulotte. da sola con la Rory. è la prima volta che faccio un viaggione del genere tutta sola. se penso alla prima volta che ci sono andata, con la 500, Paolo e la Lila... dopo un tentativo di sorpasso mi sono messa dietro un camion e sono rimasta lì. sono arrivata che mi facevano male le mani, tanto avevo stretto il volante. stavolta mi sono messa dietro una cayenne e sono rimasta lì, anzi, l'ho anche sorpassata, per un tratto.
beh, si stava bene, nella mia casa. ho fatto una dormita poderosa come non facevo da tanto. e ho fatto anche una lavorata non da poco, con le ultime cose da metter via che avevo lasciato fuori pensando di tornare qualche giorno con Giulia. e adesso sono di nuovo a casa con così poca voglia di mettermi a lavorare che mi faccio schifo. perché ogni tanto mi prendono questi momenti (giorni) di completo rifiuto di tutto? perché sto davanti al computer da stamattina a leggere blog, controllare la posta, condividere pagine di fb invece di darmi da fare con la mia vita reale che langue?
poi le mie figlie si lamentano: mamma esci, fai qualcosa, staccati dal computer... dove vado? cosa faccio? con chi lo faccio? non ci riesco: ho un blocco totale. non ho nemmeno voglia di stirare o mettere in ordine i vestiti che ho portato da Rovigno... niente. sto qui a guardare il mondo da uno schermo. e avrei voglia di infilarmici dentro e dissolvermi nei suoi bit. puf! sparita.

giovedì 27 agosto 2009

son tornata

son tornata... son tornata, uffa... son tornata! non so bene con che tono dirlo. certo che stavo meglio lì, anche se nelle ultime settimane sono arrivati gli italiani cretini. negli ultimi quindici giorni ho avuto dei vicini di piazzola che hanno rotto l'anima tuto il tempo con schiamazzi, urla e strepiti vari. per non parlare delle bestemmie! avrei potuto ucciderli. sì, lo so sono una vecchia babbiona intollerante. ma non sopporto l'ignoranza e l'arroganza di quelli che vengono in campeggio e pensano di essere da soli e poter fare tutto quello che vogliono senza preoccuparsi se disturbano gli altri. e poi tutti col camper. no, col grosso camper. tutti a fare a chi ce l'ha più grande?
non capisco: di che cosa sa spendere 50/60 mila euri, almeno, per un camper che ha tutti i conforts e poi stare fermi due settimane in campeggio... ma sai quanti viaggi alle maldive ti fai con quei soldi? e poi non sanno parcheggiare, non sono capaci di fare le manovre, non sanno come si sta in campeggio. lo fanno solo perché è una dimostrazione del loro status... sono una stronza se penso che uno che ha tutti quei soldi da spendere in un gadget del genere vuol dire che ha rubato? magari l'ha fatto non pagando le tasse, ma è lo stesso, anzi peggio...
comunque più passo tempo in campeggio, più mi accorgo di quanto la stupidità sia equamente distribuita nei popoli e nelle genti, di tutte le nazionalità. l'altro giorno è arrivata una coppia di tedeschi nella piazzola davanti alla mia, in pieno sole, con un camper lungo almeno otto metri e alto almeno tre e mezzo... con il condizionatore! e l'hanno tenuto acceso per tutto il tempo, nonostante le mie garbate ma ferme proteste, anche se loro eraano in spiaggia! allora io dico: a parte che c'erano piazzole libere all'ombra, a parte che per sistemarti in questa hai dovuto fare manovre spericolate tanto che sei andato a sbattere su un albero (hihi! e io ridevo!) , a parte che se ti piace stare al fresco perché non vai in montagna?... ma ti rendi conto di quanto inquini? uno che va in campeggio dovrebbe avere un po' di coscienza ecologica, o no?

com'è andata l'estate? bene, nel complesso.... ho cucinato per gli amici e per gli amici degli amici, ho preso un sacco di sole, ho giocato con i miei cani, ho letto, ho studiato, ho cominciato a scrivere le tesine per il corso di perfezionamento... sono perfino scesa in paese quasi una volta alla settimana, il che per i miei standards è una conquista. insomma mi sono rilassata.
mi sono chiesta, come sempre, cos'abbia per me Rovigno di così... speciale. cosa c'è che mi fa passare i mesi da settembre ad aprile nell'attesa di tornare lì, cosa c'è in quel posto che me lo fa amare così tanto. è una fuga? o è un luogo dell'anima? il luogo nel quale mi sento me stessa, non mi importa di essere truccata o no, di essere grassa, di mangiare pane burro e marmellata alla faccia della dieta (tanto, curiosamente, lì perdo peso...), di dormire fino a mezzogiorno e stare alzata fino alle due di notte ad ascoltare gli usignoli che cantano... quello è il mio rifugio, è la casa della mia anima, non c'è dubbio. ma perché?
la vita lì ha una dimensione più umana. ma non solo perché sono in vacanza. c'è Piero che mi vende la verdura del suo orto e mi chiede se le carote le voglio grandi e piccole, così le raccoglie come piacciono a me, c'è il macellaio che mi riconosce e che mi parla quando faccio la spesa. di notte si vedono le stelle, e la via lattea percorre il cielo in tutto il suo splendore. quando non c'è tanta gente in campeggio i ricci vengono a mangiare i croccantini della gatta, Paolo sta in giro tutto il giorno ma so che non è in pericolo... e gli usignoli e le ghiandaie, gli assioli... aaahhhh... che paradiso!


sabato 28 giugno 2008

a casa x le vacanze

sto per partire per Rovigno, dove ho la roulotte fissa per tutta la stagione.

ci andiamo da ormai... quanti saranno, quindici anni? difficile spiegare cosa sia per me, per noi, l'estate lì. la roulotte è un pezzetto di casa, poi ci sono gli amici che riincontriamo anno dopo anno, il mare, i negozi, il ristorante di Giovanni che ormai è uno di famiglia, Piero che ci vende la sua grappa e le verdure del suo orto...

a volte penso che "vivo" davvero solo quando sono lì e tutto il resto del tempo dell'anno lo passo aspettando di tornare.

lì Giulia e Nichi hanno dato il loro primo bacio, lì abbiamo passato giorni splendidi in giro per le isole, a tener d'occhio le colonie dei gabbiani coi piccoli che crescevano, lì sono andata a caccia di granchi, ho fatto l'amore in riva al mare, ho passeggiato sotto le stelle...

lì ho fatto interminabili discussioni con l'ex, ho cominciato a parlare di separazione...

lì non vedevo l'ora di tornare dopo che se n'è andato, anche se c'ero sempre stata con lui.

lì i miei figli vogliono sempre tornare, anche se sono cresciuti.



la prima volta che ci sono andata in macchina da sola credo di averci messo più di cinque ore. non avevo mai fatto più di 80 chilometri da sola, farne 270, passando due confini, è stata davvero un'impresa. l'autostrada mi spaventava, le curve della strada croata mi mandavano nel panico, e poi mi terrorizzava l'idea di essere lì, dopo tanti anni con lui, sola. c'ero già stata a Pasqua, poco dopo la morte di mio fratello. ma ero andata in macchina con amici e poi ero talmente sconvolta da tutte i guai che stavo passando che non credo di aver avuto tempo di pensare a nulla salvo al fatto che ero lì di nuovo, aggrappata alla mia roulotte come ad uno scoglio in mezzo al mare in tempesta.

non è stato facile. c'era il suo fantasma che girava per il campeggio. ma gli amici hanno tacitamente fatto a gara per non lasciarmi sola, per aiutarmi in tutte le cose delle quali si occupava lui.

ora è la quinta estate che siamo lì senza di lui. non mi manca più tanto. solo quando vedo qualche coppia di non giovanissimi, mi viene in mente quante volte avevamo pensato che avremmo passato lì le nostre estati, magari coi nipotini...

domani parto e non vedo l'ora di essere lì, con gli usignoli che cantano di notte, gli scoiattoli che vengono a dissetarsi all'abbeveratoio, sotto il sole o sotto le stelle, con i miei amici, i miei libri, gli amici dei miei figli che aspettano sanno che preparo le crèpes quando fa brutto tempo e arrivano alla prima nuvola...

quella è "casa".

giovedì 24 aprile 2008

Rovigno!

domani vado a Rovigno!!!!
finalmente... non vedo l'ora di spaparanzarmi sotto il mio gazebo, la sera, con una bella birrona serba in mano, con un bel libro, le candele e l'incenso, ad ascoltare gli usignoli che cantano tutta la notte. e sono sicura che i miei cani già sentono nell'aria l'odore del mare e non vedono l'ora di tuffarsi e nuotare, con lo sguardo lontano, a vedere se qualche bambino sta affogando (secondo loro, perché magari sta solo giocando...) e correre a salvarlo.
nonostante tutti i casini che posso avere o avere avuto, Rovigno resta la mia isola di pace, la mia casa dell'anima. il campeggio e gli amici, e le cene tutti assieme, e le passeggiate, il sole, gli scoiattoli, e gli assioli che di notte si chiamano con la loro voce che sembra un sonar... ora c'è poca gente e il campeggio è tutto un prato fiorito: anemoni, primule, muscari, e gli iris che cominciano a fiorire. tra poco ci sarà la maggiorana che profuma tutta l'aria.
vado a fare il pieno di energia vitale.

giovedì 27 marzo 2008

vado

domattina parto per Bracellona con i miei alunni di quarta e quinta.
dovrei essere contenta e invece sono terrorizzata. è la prima volta che lascio a casa i miei figli da soli per andare così lontano, e poi mi viene l'ansia solo per andare a Padova, figuriamoci Barcellona...
mah. magari mi diverto anche. speriamo.
è un periodo un po' burrascoso, questo: tra la scuola con i recuperi, Paolo che ha un sacco di problemi, la casa che non si vende, la macchina che si è rotta... troppe ansie. voglio Rovigno.