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sabato 2 luglio 2011

gli esami non finiscono mai (soprattutto se perdi tempo a fare domande stupide)

visto che l'anno scorso andare a Venezia non era stato affatto piacevole (e per giunta poco redditizio) quest'anno ho chiesto una sede più distante, per la maturità. e sono stata accontentata. ora sono nell'agognata A049 (matematica e fisica) e insegno al liceo, così mi sono toccati in sorte non i teneri virgulti del'alberghiero (che accostano Saba alla frutta e alla verdura perché l'uno usa parole semplici e gli altri sono cibi semplici) ma degli scafati alunni del PNI che avrebbero dovuto sapere una pagina più del libro sia in matematica sia in fisica. avrebbero dovuto. beh...
il compito di matematica non era particolatrmente difficile, quest'anno, ma sono riusciti a fare delle scemenze assurde e anche a lasciare larghe parti non svolte. i quesiti erano come al solito di vario livello ma almeno tre o quattro erano fattibilissimi.  molti si sono persi a fare un integrale di volume ruotato attorno all'asse Y, mai affrontato in classe. ma se ne hai dieci fra cui scegliere, perché fai quello che non sai fare? all'orale sto chiedendo essenzialmente fisica e mi tengo sulle idee generali (anche perché, lo confesso, la fisica di quinta non la faccio da un po' e non ce l'ho proprio così in mente minimi nei particolari...) ma mi rendo conto che le idee generali mancano proprio: magari mi spiattellano lì le formule più complicate e mi riferiscono perfettamente il valore della costante di Planck, ma non hanno capito cosa sia un campo, ...
ma quello che mi fa andare via di testa è il comportamento dei colleghi: vorrei che qualcuno mi spiegasse perché alla maturità si debbano fare delle domande tipo: ti ricordi chi era quello che diceva così o così? o quello che faceva colà e colà? e poi, perché, una volta verificato che l'alunno non sa rispondere, perché bisogna sperticarsi nel fornire la risposta (articolatissima e lunga, soprattutto lunga) alla domanda che si è appena fatta? chi è che sta facendo l'esame? il prof o l'alunno?
insomma, mi devo svegliare alle 5.30 tutte le mattine, fami quasi un'ora di treno, morire dal caldo mentre interroghiamo cinque candidati tutte le mattine e alla fine pedere sempre il treno che mi porterebbe a casa alle due solo perché qualche collega se la tira...

venerdì 2 ottobre 2009

giorgio e piergiorgio

allora, ieri parlavo della lettera con cui Odifreddi ha risposto alla marystar, ma per capirci qualcosa credo sia necessario un riassunto delle puntate precedenti, che non è una roba da nulla...
Israel che ha un suo blog nel quale scrive di molte cose e a volte anche di scuola. a volte, ultimamente, sono anche d'accordo con quello che dice, almeno in parte. però ha anche presieduto il gruppo di lavoro per la formazione degli insegnanti voluto dalla marystar, che ha partorito una relazione un po' criticata. a sentir lui ci sono state pressioni di gruppi politici (e non si capiva se si riferisse alla lega o altro) che lo hanno costretto a modificare molte cose.
la ruggine fra i due è di vecchia data, basta cercare su google e si trova di tutto: litigano da anni lanciandosi accuse su tutto. l'unica presa di posizione di piergiorgio a favore di giorgio è stata in occasione delle minacce ricevute da quest'ultimo. la relazione Israel sulla formazione (che fra l'altro mette in grande rilievo la formazione disciplinare degli insegnanti a scapito di quella fuffo/didattica) non è piaciuta a qualche cretino che gli ha dato del "puparo ebreo" e lo ha velatamente minacciato di morte... chiaro fin qui? spero di sì.
beh, esiste il premio Peano, istituito da una associazione di matematici (che non siamo tutti, ma proprio tutti, sani di mente, eh...) che nel 2002 è stato assegnato a piergiorgio. quest'anno invece lo hanno dato a giorgio e a sua moglie per una biografia di John von Neumann, scienziato che piergiorgio considera guerrafondaio. e insomma finisce che piergiorgio decide di restituire il premio. la marystar difende giorgio e piergiorgio produce la lettera che ho linkato ieri.
sulla loro annuale inimicizia non ho nulla da dire, se non una riflessione che tante volte, negli anni (avendo frequentato i grossi prof per via dell'ex, grosso prof di suo) ho avuto modo di fare: come sono piccoli questi grandi geni, bravissimi nel loro lavoro ma spesso meschini, pronti a scannarsi per una citazione in più, per un articolo in più.
ma la lettera del matematico impertinente alla marystar è un balsamo sulle nostre ferite... almeno ha il coraggio di dire ciò che tutti pensiamo e il coraggio e la coerenza di dissociarsi non solo dal governo ma anche di chi col governo collabora. insoma si indigna dal profondo. e ha tutta la mia stima, per questo. soprattutto per queste parole:
...riconosco anzi, benchè dispiaciuto e vergognato, che Silvio Berlusconi abbia ricevuto una forte maggioranza e sia dunque democraticamente in diritto di governare il paese. Addirittura, pensi un po', vorrei che a farlo cadere fosse un giudizio elettorale sul suo operato politico, e non una campagna giornalistica sulle sue scopate con le escort: soprattutto quando questa campagna è spalleggiata dall'Avvenire, che ha usato ben altri pesi e misure per la pedofilia ecclesiastica e per la sua copertura da parte dell'allora cardinal Ratzinger. Il mio problema è proprio lei, signor ministro. E non tanto, o non solo, perchè ricopre una carica per la quale non ha la minima competenza, ma anzitutto e soprattutto per le innominabili motivazioni che hanno portato lei e la sua collega Mara Carfagna alla carica che ricoprite. Come vede, gli elettori che votano il suo partito o la sua coalizione non c'entrano proprio nulla, perchè non hanno eletto i ministri: c'entra invece la necessità etica di non collaborare con chi costituisce, nella Roma di oggi, l'analogo dei cavalli-senatori di Caligola nella Roma di ieri. Il professor Israel è naturalmente liberissimo di pensarla diversamente, ma lo sono anch'io di dissentire, e di non voler condividere con lui l'albo d'oro di un premio.

giovedì 1 ottobre 2009

matematici alterati

intanto leggetevi questo che poi domani ne parliamo...

domenica 6 settembre 2009

merito, carriera e poteri al DS, un fantaracconto

ci ho messo un po' ma sono riuscita a trovare un post scritto il 22 maggio 2008 da un mio collega della lista fondanimat di google groups. spero che non me ne voglia se la pubblico. mi ha fatto molto ridere (amaramente) allora ma è attualissima.

1. Più poteri ai Presidi/DS (ancora?).
Insegno nelle scuole superiori dal 1976. Ho conosciuto direttamente e indirettamente una gran quantità di Presidi. Posso onestamente rassicurare qualche scettico che esistono davvero Presidi in gamba. Un paio forse a Roma. Merce rara. (Nessuno si offenda, per favore). Potrei però citare la valanga di situazioni ben diverse vissute in varie scuole: molte sono note ai più, alcune solo ai diretti interessati:
- "20 %" era il soprannome con cui le ditte appaltatrici chiamavano (indispettite) quello che 'ingiustamente' chiedeva il doppio della media degli altri per favorirle. Anche spudoratamente. Usciere: "Professore, può dire al Preside -quando lo vede, se lo vede(!)- che la Ditta X ha lasciato
un pacco per lui in portineria?"
- "Professore, so che lei sarà nominato commissario d'Esame nella scuola privata X, che dirige un mio caro amico. Inutile dirle che dovrà chiudere un occhio, anzi due. Mi capisce, vero?"
- "Signora, suo figlio sarà certamente bocciato. Le consiglio di chiedere il nulla osta e iscriverlo a questa scuola privata..."
- Come mai alcune scuole, situate peraltro in zone periferiche molto mal collegate, avevano sempre un alto numero di candidati privatisti agli Esami di Maturità provenienti da tutta Italia?
- Come mai molti Presidi in pensione dirigono scuole private?
- "Devo dirlo al Consiglio per correttezza (!!?) : se bocciate Rossi non si forma la classe terza!"
- "Non pubblico all'albo le convocazioni delle riunioni sindacali perché i professori le usano per non lavorare" . (E se mi denunciano basta che ricatto il personale di segreteria per dichiarare che i fax non sono mai arrivati.)
- "Le chiacchere stanno a zero. Guardate che se volete continuare a discutere riconvoco il Collegio per domani". Quando si intravede la mala parata il ricatto della riconvocazione funziona sempre nei Collegi. Sperimentato che funziona anche: "Mi sento male, devo chiudere la riunione".
- "Il prof. TalDeiTali fa tanto per la scuola. Ritengo che sarebbe opportuno assegnare a lui una delle funzioni strumentali...". Gratificazione economica per i docenti fidati, anche se incapaci. (A parte ogni giudizio sull'utilità delle funzioni strumentali)
- "Metto ai voti la mia proposta: Chi è contrario?" Mai chiedere i favorevoli, come si deve: è rischioso. Meglio contarli per differenza, così anche chi dorme o è indeciso conta a favore. (Viene il sospetto che lo insegnino ai corsi per Dirigenti)
Potrei andare avanti per ore (e chiunque potrebbe aggiungerne tante), ma ho pietà di voi (già direte: non abbastanza...).
Vorrei solo ricordare - per chiudere con la ciliegina - quel DS strapotente che arrivò a inventarsi di sana pianta e presentare in Collegio Docenti lettere (che poi si rivelarono false) del Segretario di un importante sindacato e perfino del Commissariato di zona (!!) pur di attaccare ingiustamente una docente. In quel caso però esagerò un tantino, e fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Certamente i DS devono avere gli strumenti per lavorare. Ma non possono avere sempre carta bianca. Come avrete capito, io ritengo che i Presidi non siano la parte migliore della scuola italiana. Dobbiamo cautelarci. Bisogna pensare che le leggi dello Stato valgono in tutto il territorio nazionale e non solo nelle zone dove è maggiormente possibile esercitare un controllo sull'operato dei dirigenti.
Chi sceglie di diventare Preside in qualche raro caso lo fa veramente perché gli sta a cuore il buon funzionamento della scuola. In molti casi, invece, perché è stanco del lavoro di docente (che in effetti è logorante), vuole guadagnare di più, in modo più o meno legittimo (a maggior ragione negli ultimi anni, visto che gli stipendi sono saliti alle stelle), migliorare la pensione e/o per il puro gusto del potere.
La chiamata diretta dei docenti è una pratica barbara e clientelare che ci riporta indietro nel tempo e non dà alcuna garanzia di qualità. Il problema dei docenti scansafatiche (che esistono, e purtroppo non sono rari) va affrontato in un modo diverso. Ma non si può certo colpevolmente eludere. Nè si può difendere l'assenteismo (anche se mi insospettisce il fatto che il primo obiettivo preso di mira in questi giorni sia stato proprio il Ministero della Giustizia...per via di qualche caffè. E vorrei chiedere a Brunetta e ai suoi se davvero non frequenteranno mai la Buvette del Transatlantico...)
Il problema della qualità dei docenti è invece un tema delicato, sul quale già cadde anche il Ministro Berlinguer. Non possiamo far finta di non vedere che esistono insegnanti che lavorano male. Ed esorcizzare il problema semplicemente perché è di difficile soluzione. Ma deve essere chiaro che non esistono ricette rapide, e difficilmente la questione si potrà risolvere con un provvedimento ministeriale. Che è invece l'atteggiamento che sembra trasparire dalle dichiarazioni di intenti del nuovo governo: "finalmente ora ci siamo noi" - ma non c'eravate già stati? - "basta con prodi e la sinistra, ora si fa sul serio. Siamo i più veloci del mondo e risolviamo tutto in un baleno: rifiuti, meno tasse ma più soldi, scuola, sanità: tutto funzionerà meglio e costerà di meno. Noi siamo intelligenti e nuovi; loro cretini e vecchi". Fermi un attimo. Parliamone.

2. Docenti più o meno bravi - valutazione e compensi differenziati. [Concedetemi subito una piccola licenza - una divagazione a margine. Ritengo che un docente sia "anche" (almeno in piccola parte) un uomo di spettacolo: in classe serve [anche] una certa presenza scenica per catturare l'attenzione e appassionare (per carità: non dico certo che sia la qualità principale). Secondo voi come attore è più bravo Dustin Hoffman o De Niro?]
Chi valuta gli insegnanti (e le scuole) ? E come? Vogliamo pagare di più i più "bravi"?
Qualcuno dice: è inutile nascondersi dietro un dito, tanto poi "si sa" che la scuola x / la sezione y / il prof. z sono "più bravi". Va bene, ma fin qui questi sono solo "pareri", siano pure largamente condivisi (o meno).
Come dire: compra Dash invece di Dixan, che lava meglio. Oppure la Toyota è meglio della Fiat, vai da questo medico che è bravo, si mangia bene in quel ristorantino (sarà, ma io poi ho vomitato), questo è un bel film, questo libro di testo è migliore dell'altro,...
Cosa succederebbe però se tutto ciò fosse sancito ufficialmente da una SuperCommissione di SuperEspertiQualità, i cui membri sono quelli che hanno capito veramente tutto della vita (?) ?
Il prof. Aristogitone (ricordate Alto Gradimento?) insegna nel corso A. Ed è il più bravo del Liceo "Primo Migliore", secondo i SuperEspertiQualità, ve lo assicura la Gelmini. Infatti guadagna il doppio del prof. Sfigatini, che insegna nel corso Z.
La mamma dell'alunno Genietti lo iscrive alla scuola "Primo Migliore", che secondo i SuperEspertiQualità è la migliore della città (lasciamo da parte il problema del bacino d'utenza, per semplicità). Chiede il corso A. Scopre (ma no?) che il corso A è molto richiesto, più del corso Z (chi l'avrebbe mai detto!). La scuola è costretta a estrarre a sorte. Genietti finisce in Z, con Sfigatini. Come passeranno l'anno scolastico gli alunni della sezione Z , che sanno di
frequentare un corso "ufficialmente" ritenuto di serie B? Sfigatini (che in realtà è un'ottima persona) alla fine dell'anno vorrebbe bocciare Genietti, che non va oltre il 4 (e che detto tra noi è un asino patentato e sfaticato). La mamma va dal Preside (che ora guadagna 10 volte quanto Aristogitone e 20 volte Sfigatini) e dice che l'alunno va male perché Sfigatini è un incapace: se fosse stato con Aristogitone avrebbe certamente 8 o 9 in Matematica. Il Preside va da Sfigatini e gli dice: "Promuovi Genietti o ti licenzio" (la "chiamata diretta" è anche il preludio alla "silurata diretta"). Domanda: che fareste voi se foste Sfigatini?

La Storia finisce così: agli Esami di Stato gli alunni di Aristogitone vanno malissimo, ma sono comunque tutti promossi. Gli alunni di Sfigatini - nella stessa commissione - fanno invece mediamente un'ottima figura, ma i voti vengono in qualche "riequilibrati", dopo l'appassionato intervento dei membri interni della sez. A che rivendicano che un esame di 50 minuti non può cancellare un'intera brillante carriera scolastica nella sezione migliore della scuola migliore.
La mamma di Genietti, che è rappresentante dei genitori in CdI ed il cui marito è un ricco professionista, per risolvere il problema del figlio propone che le famiglie che vogliono iscrivere i pargoli nei corsi migliori paghino alla scuola un cospicuo supplemento di tasse scolastiche. Chi si "accontenta" della sez. Z paga di meno. Il DS ha detto che ci penserà seriamente. Il prof. Vetero, membro del CdI, chiede: "Ma così non stiamo privatizzando la scuola pubblica, discriminando per censo?". Il DS risponde: "Ad ognuno secondo le proprie capacità: è il nuovo motto! Prof. Vetero, se questo non le piace può sempre chiedere il trasferimento!". E rende infine noto al CdI che anche l'anno prossimo il Liceo "Primo Migliore" avrà un contributo statale altissimo (più di ogni altra scuola) per aver ottenuto un risultato eccezionale: 100% di promossi in tutte le classi.

[Un unico vantaggio: ci risparmieremmo le riunioni per le nuove adozioni deil ibri di testo. Ovvio: la scelta è obbligata: il primo testo della lista ufficiale pubblicata dalla Commissione SuperEspertiQualità]

Allora: attendiamo le mosse, e va bene. Attenzione però: l'entropia dell'universo aumenta inesorabilmente e non tutte le trasformazioni sono reversibili. Il compito dunque sembra essere quello di remare sempre contro corrente. Allora meglio cominciare a farlo prima che si prenda troppa velocità. No?
In bocca al lupo!


mercoledì 27 maggio 2009

La classe, a futura memoria

torno a scrivere dopo un bel po'. non ho proprio avuto tempo e voglia, negli ultimi mesi..
spinta da un post altrui, affido alla rete qualcosa di quello che quest'anno è successo nella mia quarta, perché chi passa per caso di qua rida, pianga, tragga le sue conclusioni su dove siamo andati a finire.
noi insegnanti siamo quello che i nostri insegnanti ci hanno fatto diventare, in un certo senso. abbiamo comportamenti che imitano quello che ci è piaciuto quando andavamo a scuola dall'altra parte della cattedra. dalla mia prof di matematica, che per altro odiavo, ho preso l'abitudine di tenere un quaderno per ogni classe, una pagina per ogni aunno: scrivo quello che fanno, quello che sanno e che non sanno durante le interrogazioni, come si comportano... spesso, nei colloqui con i genitori, queste annotazioni mi sono servite per chiarire le cose. confesso che ultimamente temo che mi potranno servire per pararmi il culo. ho una classe (la quarta) disastrata in tutti i sensi. non solo non sanno un tubo di matematica ma sono maleducati ed arroganti. ma siccome alla fine dell'anno, quando darò i voti (e se continua cos' anche i numeri), temo che il mio DS mi dirà che non ho saputo insegnare, che non li ho saputi capire e che (peggio!) sono stata solo io a mettere note disciplinari, almeno avrò questi appunti a sostenermi nelle mie decisioni...
ed eccoli qui (per la privacy metterò solo le iniziali dei nomi):
5 dicembre, durante un compito in classe: V rutta sonoramente e bestemmia. S entra in ritardo perché è andato in giro ad organizzare una festa, così non è riuscito a dire a R cosa doveva ordinargli per pranzo (si devono fermare al pomeriggio e ordinano alla pizzeria). così R, per rimediare, chiama la pizzeria col cellulare ed aggiorna le ordinazioni. E vuole a tutti i costi uscire per andare in agno, rispondo che sa benissimo che durantre i compiti non si esce e lei dice che è sequestro di persona. S fa battute idiote (jawohl: dentro duro e fora mol, per esempio).
30 gennaio: Sc mangia e usa il cellulare, T si controlla il trucco allo specchietto, intanto parlano del più e del meno tra loro.
13 febbraio: S passa le due ore di lezione (sto spiegando) seduto tra Sc e T, chiacchierando serenamente e lanciandosi una bottiglietta d'acqua vuota con V. Sc prende il cellulare di F e si fa una fotografia abbracciata a S.
18 febbraio: S si alza e va in giro per la classe a parlare con gli altri. si giustifica dicendo che è stanco di stare seduto....
27 febbraio, altro compito in classe: vedendo che ci sono anche domande di teoria, V dice "cosa si è fumata?" a voce non così bassa che io non passa sentire. S si dondola sulla sedia e rischia di cadere.
24 aprile: B esclama risentita: "ma è possibile che lei non possa scrivere alla lavagna in stampatello?!"
.... continuo? e ho tralasciato le cose direttamente inerenti alla matematica, tipo " ma ci sono dei numeri tra 0 e 1?" oppure "ma dove lo metto 1/2 sull'asse delle x?" o anche "ma se prima c'era 1+13/5, perché lei adesso ha scritto 18/5?"
mi rendo conto che qualcuno che legge potrebbe anche chiedersi che cosa ci sto a fare, come mai non riesco a mantenere un po' di disciplina. me ne rendo conto, vista da fuori la situazione può sembrare strana, ma è così, nella mia scuola è così. e noi insegnanti siamo divisi tra quelli che mettono le note e mandano gli alunni dal preside (i rompicoglioni come me) e quelli che lasciano correre perché vivono più serenamente, hanno meno problemi.
perché alla fine, nel colloquio che forse avrò con il mio DS, io passerò per l'incapace che non li ha saputi prendere, mentre i miei colleghi che non si sono lamentati di nulla avranno fatto bella fiugura...
credo che ci siano due errori di fondo che portano a orrori come questi. il primo è pensare che la scuola debba educare: è la famiglia che educa, la scuola deve istruire. è vero che questi sono poveri bambini sperduti che la famiglia spesso non ce l'hanno, o se c'è è talmente impegnata a far soldi che ha trasmesso solo disvalori. ma delegare a noi la soluzione del problema serve a poco.
il secondo errore è non imporre regole ferme a scuola, anzi, non farle rispettare (perché scritte nel regolamento d'istituto, per far bella mostra di sé, ci sono).
si pensa che "lasciar correre" sia "capire" le esigenze dei ragazzi, ma in realtà è far loro del male.
P.S. mi sto trascinando stancamente verso la fine dell'anno scolastico. ho fatto domanda di trasferimento (solo su licei) e ci spero molto, anche se mi dicono che la situazione è più o meno questa ovunque. se mi guardo indietro mi rendo conto che non ho fatto un buon lavoro, quest'anno: ho mollato, e non avrei dovuto. ma anche la mia pazienza ha un limite. soprattutto non ho più fiducia nei miei alunni. e questo è peggio ancora.

lunedì 17 marzo 2008

mio figlio: testardo, educato e sensibile

stamattina colloquio con la prof di lettere di Paolo. alla fine con la DS non ho parlato, ma non è detto che non ci vada più avanti, magari anche dopo la fine degli esami...
colloquio sereno, direi.
Paolo è educato, correttissimo, non fa casino, non chiacchiera, non disturba.
è sensibile, con una interiorità meravigliosa, spirito critico, riesce a leggere nel cuore delle persone con un'acume incredibile.
ha un grandissimo senso della giustizia, anche se a volte non è obiettivo (ma a 14 anni sarebbe pretendere troppo), se c'è da difendere qualcuno lo fa sempre a spada tratta.
è testardo e non segue i consigli che le insegnanti gli danno, vuol fare a modo suo. non si impegna in tutte le materie allo stesso modo, ma solo sulle cose che gli interessano.
è isolato all'interno della classe. più a causa delle sue doti che dei suoi difetti...
questo è quanto mi è stato detto.
e allora, dico io, dov'è il problema?
gli mancano le basi, e da qui agli esami deve cercare di darsi da fare il più possibile. e poi gli manca una figura maschile di riferimento. boh, riferirò a suo padre di farsi vivo di più con la scuola. è vero, Paolo sente la mancanza di nostri rapporti più "intensi" con gli insegnanti e so che i genitori dei suoi compagni di classe sono sempre lì a parlare con i prof, vanno ai consigli di classe... ma per un motivo o per un altro a me non riesce proprio di essere così assidua. ma perché nella scuola media sono tutti così fissati con la famiglia? e dove stava, in fondo, tutta questa urgenza di parlare con me?
se mio figlio in classe è corretto, in più mostra di avere "qualcosa" dentro di sé, di non essere "vuoto" come la maggior parte dei suoi coetanei, se l'unico suo problema sta nel non avere bei voti in tutte le materie, non capiscono che non è un problema della famiglia, ma della scuola? non è un problema mio, ma loro: si dovrebbero convocare fra loro e capire dove hanno sbagliato, non chiamare me.
e con che coraggio mi dicono di mandarlo in un professionale? non capiscono che sarebbe come tagliargli le gambe definitivamente? che senso ha dare un consiglio orientativo solo in base ai risultati in termini di voti, senza tener conto delle inclinazioni, della personalità...
non so...
sto cercando di "digerire" quello che mi è stato detto, che in fondo non è molto. sono ancora combattuta tra la voglia di affrontare le insegnanti con la massima sincerità, anche a muso duro, e il dubbio che possa servire a qualcosa...
meglio stare zitta per non indisporre le prof ancora di più o parlare sperando di dare il via ad una riflessione generale che serva ad altri bambini come Paolo?
la scuola, davvero, non dovrebbe essere così...