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mercoledì 19 gennaio 2011

aggiornamento di stato


oggi alle 13.30, davanti al giudice della seconda
sezione civile del tribunale di venezia,
ho firmato i documenti del divorzio.
sono ufficialmente single.
prima o poi mi farò una torta...

domenica 2 gennaio 2011

loss

...losing love
Is like a window in your heart,
Everybody sees you're blown apart,
Everybody sees the wind blow. *

solo ora, aggiornando la lettura dei blog, apprendo che un caro amico ha perso la persona a lui più cara ...
non credo ci sia nulla che qualcuno può dire, in questi casi, per farti sentire meglio.  
ci sono passata, anche se lui non è morto, anche se a volte penso che sarebbe stato meglio se fosse morto, anche se è più che se fosse morto. lui è ancora lì da qualche parte, ma non con me. e non posso piangere per la sua morte, posso solo piangere la sua perdita.
capisco il dolore e il senso di solitudine che provi quando guardi il letto vuoto. e ti dici sarò per sempre sola, qui, niente più addormentarsi a cucchiaio tra le sue braccia, niente più svegliarsi da un incubo e trovare la sua presenza rassicurante, niente più carezze, niente baci teneri e appassionati. niente. lui è vivo ma l'amore è morto. i miei cari che sono morti davvero vivono con me. ma l'amore mi è morto dentro e nulla lo farà rivivere.
passa, col tempo?  non credo, è solo che ti ci abitui, impari a conviverci, ma non passa.
ieri sera parlavo con Giacomo dell'elaborazione del lutto. temo di essere ferma alla rabbia: dopo aver inveito contro tutto e tutti comincio a ritirarmi in me stessa. o forse oscillo tra la rabbia e la depressione, perché il senso di sconfitta che provo è enorme. ma non sono mai passata per la fase della negoziazione, non sono mai riuscita a riprendere il controllo delle mia vita cercando di riparare il riparabile.
vivo?  più che altro sopravvivo. vive il complementare di me, tutto quello che sono fuori. ma io, dentro, sono in stand by.

* Graceland, Paul Simon

lunedì 25 ottobre 2010

ansia da separazione

ditemi che andrà tutto bene.
ditemi che andrà tutto bene.
ditemi che andrà tutto bene...

venerdì 10 settembre 2010

dieci cose

Ipazia passa il testimone e lo raccolgo. anche perché mi ricorda il vecchio Cuore.
dunque, dieci cose per le quali vale la pena di vivere. che bel problema...
  1. i miei figli
  2. i miei cani*
  3. l'adagio del concerto per pianoforte e orchestra di Ravel
  4. "Viaggi" di Crichton
  5. Due per la strada
  6. le notti di maggio a Rovigno
  7. le librerie
  8. vederlo sul lastrico, solo e dimenticato dai suoi figli
  9. perdere 25 chili
  10. cucinare per gli amici
*e con questo, visto che i figli sono tre e i cani due, potrei essermi giocata le prime cinque cose...

martedì 6 luglio 2010

finita

almeno questi esami sono finiti... basta ponti, basta vaporetti soffocanti, caldo umido e afoso, alzatacce alle 5 di mattina, ragazzi che portano il fascismo e si collegano con cose a caso (ne avrebbero, di collegamenti da fare, ultimamente...) e che non sanno parlare e pensare... basta colleghi che confondono l'interrogare con il pontificare, basta verbali che spuntano all'ultimo momento, orari delle due sezioni da far coincidere, chiavette da estrarre senza che si danneggino e firme, sigle, voti e giudizi da riscrivere innumerevoli volte. abbiamo chiuso i plichi, apposto due (2) sigilli di ceralacca col timbro della scuola, affisso i voti all'albo, e siamo andati via. qualche collega non lo rivedrò più, altri forse l'anno prossimo. però ho guadagnato un amico di matita, very british...
sono stravolta dal sonno e dalla stanchezza e ieri ho perso la pazienza con le mie figlie. per futili motivi che non so nemmeno ricostruire, ma mi ha fatto male. di fondo c'è il fatto che oggi hanno passato la giornata con il loro padre, e la cosa mi rode, sì, mi rode, devo sentirmi un verme per questo?

martedì 1 giugno 2010

atti giudiziari

l'altro giorno ho trovato nella cassetta della posta il solito avviso di raccomandata, verde stavolta: atti giudiziari. beh, o era una multa, o il vicino cretino che mi denuncia perché i cani fanno la cacca in giardino (il mio, ovviamente) e a lui dà fastidio, o l'ex... oggi sono andata a prenderla e dentro c'erano poche righe che dicono che lo stronzo il signor ..... ha depositato in tribunale a Venezia copia del ricorso, che devo andare a prendere nel mio comune. suppongo per il divorzio.
bene. 
domani leggerò cosa scrive il suo avvocato. per la separazione ha detto che non gliela davo abbastanza, nonostante tutti i regali che lui mi faceva quando tornava dai suoi viaggi. vediamo stavolta cosa si è inventato. 
mi sento di merda.

lunedì 7 dicembre 2009

anniversari 2, la vendetta

insomma Thu', non sono arrivata al punto da non ricordarmene, ma di sbagliarmi di giorno sì. era l'otto dicembre, non il sette. ma questo ha a che fare con la terribile svampitaggine di cui soffro negli ultimi tempi.
che poi, data da niente: pearl harbor, john lennon...
ero felice? ero felice che ci fossero le mie compagne di collegio, che erano venute a cantare in chiesa. ero felice di andarmene da casa. mi sono commossa quando sono scesa dalle scale e mio padre mi aspettava e mi ha detto con gli occhi lucidi quanto ero bella, senza parlare...
ero felice di sposare lui? ero felice di cominciare una vita con lui? non lo so. immagino di sì, sono sicura che era così, ma non ci posso pensare.
a posteriori, so, ricordo, che avevo delle riserve (perché a posteriori, con quel che è successo poi, chiaro che sono andata a cercare le rogne, i campanelli d'allarme). c'erano lati, spigoli, del suo carattere, che non mi convincevano. c'erano differenze di gusti che forse potevano dar fastidio. ma che importanza poteva avere? mica si può pretendere la perfezione! e poi sarebbe cambiato, io l'avrei fatto cambiare. e la nostra famiglia sarebbe stata diversa da quella dei miei. primo grosso errore. chi ha letto "donne che amano troppo" sa cosa voglio dire. non sta a noi cambiare nessuno e cercare di ricreare la propria famiglia per far funzionare le cose in modo migliore non ha senso.
poi gli anni sono passati, sono arrivati i figli, ci sono stati viaggi, vacanze, amici, lavoro... le cose non andavano male. ancora adesso, dopo essermi interrogata e guardata dentro fino a rivoltarmi come un calzino, non so trovare un punto preciso. problemi ce n'erano, certo, e chi non ne ha? la casa, il mutuo, tre figli da crescere, la carriera da seguire, i genitori che stanno male... è la vita normale. non riesco a trovare un punto in cui posso dire: ecco, lì si è rotto qualcosa. e anche se mi viene in mente qualche problema più grosso degli altri, poi c'erano tante cose che ci riunivano e ci rendevano felici: complicità, sesso, amicizia, i figli splendidi, gli amici, le vacanze... allora cosa, quando? sono impazzita a trovare una risposta a questa domanda. e ogni volta mi scontro con il suo tradimento. e non parlo del fatto che sia stato con un'altra, figuriamoci, può succedere, anzi, pare che sia normale (grazie LGO). parlo delle bugie, delle scuse ipocrite, della mancanza di rispetto che hanno fatto crollare tutto, hanno sporcato tutto. mi hanno privata anche dei ricordi. no: mi hanno privata della possibilità di coltivare dei ricordi.
penso a tutte le volte che gli ho chiesto: hai un'altra? e lui a dire no, figurati. penso a quando se n'è andato di casa dicendo che andava a stare con un suo collega perché il viaggio in treno cominciava ad essere troppo stancante. e io gli ho creduto persino allora. come posso ricordare con tenerezza quello che siamo stati? era tutta una finzione. vivevo nella menzogna e non lo sapevo. e se n'è andato via tutto con lui. non ho nemmeno più le foto, e le poche che sono rimaste a casa non ho il coraggio di guardarle.
non posso dire che non lo amavo più. l'amore era diverso da quando avevamo vent'anni, ovvio. ma c'era, almeno per me. mi veniva in mente quella poesia:
Grow old along with me!
The best is yet to be,
The last of life, for which the first was made.
sarebbe stato bello invecchiare insieme. finalmente avevamo la possibilità di essere sereni. casa pagata, carriera fatta, figli quasi cresciuti... invece no, invecchierò da sola.

anniversari

trent'anni fa a quest'ora probabilmente ero sveglia a pensare che di lì a poche ore mi sarei sposata.

domenica 29 novembre 2009

a vestirsi solo di dignità si rischia di prendere parecchio freddo

insomma Veronica ha chiesto 3.5 milioni di euro al mese di alimenti (Gilioli ne dà una personale interpretazione, che fose non è del tutto sbagliata).
fin troppo facile dirle brava, spremilo, fagliela pagare. e non so se più per la condivisione dell'essere una moglie tradita e sposata ad un imbecille o per l'identità dell'ormai ex in questione. certo che chiunque riesca a dare del filo da torcere a bellachioma ha la mia comprensione totale.
ma pontitibetani pone una questione di dignità che non mi sembra secondaria e che mi tocca da vicino: meglio spennarlo il più possibile o essere superiori e non pretendere nemmeno una lira, da uno così? ecco, non so... ma mi ha fatto pensare.
al momento sono nella condizione di quella che ha cercato di essere superiore. lui prima di andarsene ha detto non ti farò mancare nulla, ma qualche mese dopo, alle mie prime richieste, aveva già cambiato idea e propendeva per il ti rovino, ti distruggo. e se n'è andato perchè aveva un'altra. ok, forse l'altra se l'è trovata perché io non gli davo più quello che voleva da me. ma perchè io ero cambiata? forse perché anche lui aveva qualche problema?
mi fermo, la storia della mia vita non è argomento di questo post, ne ho già scritto in altri. era solo per dire che le colpe sono di certo equamente distribuite, ma i problemi fra due persone non si risolvono in tre... lui se n'è andato, io sono rimasta, con i figli, con i problemi, con un futuro negato. almeno il futuro che avevo immaginato. e con un passato da dimenticare.
nei venticinque anni precedenti ci eravamo equamente distribuiti i compiti: lui pensava alla sua carriera e io facevo tutto il resto. non è (del tutto) una battuta. andava bene così. era una scelta condivisa: il mio lavoro di insegnante non mi avrebbe permesso una grande carriera, il suo poteva portarlo a diventare ordinario. cosa che è accaduta. anche perché c'ero io che risolvevo i problemi di tuti i giorni e lo lasciavo libero di impegnarsi completamente nel lavoro. mi andava anche bene, sapevo che il suo stipendio sarebbe aumentato, che io avrei potuto anche lavorare part time, dopo un po', la sicurezza nel futuro c'era, i disagi sarebbero stati temporanei. e difatti... non appena diventato ordinario, se n'è andato. e io adesso che devo dire?
la mia dignità è più rispettata se rifiuto ogni sostegno (per me, intendo) o se pretendo che i miei sacrifici siano ripagati? ne faccio solo una questione di soldi? non mi fa un po' schifo metterla così?
sì, mi fa schifo, ma non ho capitali all'estero e non mangio pane e gloria. e allora, non è giusto che io abbia una qualche ricompensa per quello che mi aspettavo? non è proprio questo un affermare la mia dignità di donna che non può accettare di essere stata usata fin che faceva comodo e poi buttata quando non era più una bella bambolina che puliva, stirava e badava ai figli senza fiatare?
allora, siccome non è ancora tutto definitivo, quando sarà il momento chiederò che ci sia qualcosa anche per me, per quello che mi spetta di diritto. per i sacrifici che ho fatto (volentieri) e che pensavo sarebbero stati ripagati con l'amore e la vicinanza della persona che amavo.
non ho la possibilità di ricominciare nulla, sono quasi vicina alla pensione. e la mia sarà misera.
quindi, grazie veronica, mi hai dato una buona idea.

martedì 3 novembre 2009

c'è grossa crisi...

attenzione: questo è un post di lamentazioni noiose. chi legge lo fa a suo rischio e pericolo. poi non dite che non vi avevo avvisati.

stavo meditando ieri ad un post con l'elenco di tutti i miei guai, ma temevo di essere noiosa. Thumper mi ha dato il la, quindi mi sento autorizzata a procedere.
ho già avuto modo di dedicare qualche post all'ex, che al momento non dà segni di sé o quasi, tanto che non viene nemmeno a prendere suo figlio una volta alla settimana, come dovrebbe, solo un weekend ogni due. da lui avanzo migliaia di euro, ma ha liquidato le mie richieste dicendo che penso solo ai cani e non ai figli. quindi su di lui stendiamo un velo pietoso.
a scuola sto facendo due ore in più (e da questo mese altre due al serale) ma soldi non ne vedo, per ora, forse in dicembre: la segreteria ha mandato le carte al tesoro con un po' di ritardo (che si provino a chiedermi le programmazioni... ).
due anni fa, assieme ad altri colleghi, ho vinto un ricorso (sentenza passata in giudicato nel luglio 2007) che condanna lo stato a pagare gli arretrati dell'indennità integrativa speciale sulle ore eccedenti. avanzo un migliaio di euro anche da lì, ma sono passati più di due anni e non vedo nulla.
nel frattempo sono indietro con due rate della carta di credito, una bolletta della telecom, una dell'acqua e quella della spazzatura e ho circa un centinaio di euro per durare da qui alla fine del mese (beh, fino al 20, circa, poi arriva).
ah, dimenticavo: per colpa dell'ex e della sua stronzaggine, dovrò pagare 800 euro di multa sulle tasse: gli avevo detto che avrei tenuto i figli al 100% sulla mia dichiarazione, ma senza dirmi nulla se li è messi anche lui, quindi devo restituire (con multa e interessi) il maltolto (e temo di non poter usufruire dello scudo fiscale).
fin qui le questioni economiche, perché se le tasche piangono le ossa non ridono.
ho passato il fine settimana piegata in due dal mal di schiena. oggi mi sono fatta forza e sono andata a scuola, ma è stata un'impresa. la spalla con i tendini rotti mi sta facendo impazzire, ma ancora non mi chiamano per l'operazione. in compenso ho un groppo sul dorso della mano destra (tunnel carpale? artrite?) che mi fa un male cane. non riesco a svitare i vasetti, pelare patate e carote, scrivere alla lavagna è doloroso e per cancellare devo usare la sinistra. dormo malissimo, mi sveglio ogni due o tre ore e per riaddormentarmi devo leggere fino allo sfinimento, altrimenti in testa mi turbinano bollette e creditori.
ah, non ho dolori mestruali: sono in menopausa. quindi tutte le correnti d'aria sono mie, con conseguenti tossi frequenti e fastidiose.
ma, come dice nichi, c'è di peggio. almeno i miei figli stanno bene e sono svegli.
però sono davvero stufa di avere un sacco di rogne. vorrei tanto avere un adulto normopensante, per casa, un angelo custode, qualcuno a cui raccontare i miei guai e da cui avere aiuto. con cui condividere le paranoie, i pensieri, i guai e magari anche i debiti.

sabato 26 settembre 2009

mi sento un po' alterata

allora, cercherò di dirlo con calma... a me 'sto benedetto papa non piace proprio. non mi piacciono le sue babucce coi ricamini, le mantelline bordate di pelliccetta, gli abiti tutti pieni di rosso e d'oro. non mi piace quello che dice e come si presenta, il suo padre accompagnatore tutto tirato a lustro e più elegante di lui. non mi piace l'indirizzo che sta dando alla chiesa, la svolta all'indietro persino rispetto a quello che l'ha preceduto. rimpiango papa Luciani e qualche volta mi domando cosa sarebbe la chiesa se lui fosse vissuto a lungo. non che fosse farina da far ostie, ma una bella scossa gliel'avrebbe data. lo vedevi e sembrava di poterlo stendere con un soffio, ma era come una quercia, sotto sotto, e dolcissimo... ma vabbè, lasciamo stare. di solito quando compare alla tv cambio canale e idem per i giornali. però stavolta mi tocca da vicino.
senta, santo padre, a parte che l'unica cosa che si è allargata nella mia famiglia, dopo la separazione dall'ex, sono io. a parte che lei non si può permettere di venire a sindacare quello che succede nelle famiglie di separati e divorziati e se i figli stanno meglio così o quando i genitori si guardavano in cagnesco tutto il tempo. mi risulta cha la sacra rota sciolga parecchie unioni, pagando, allora perché non la chiude? a parte che, se ha tanto a cuore la sorte dei bambini, potrebbe preoccuparsi di tutti quelli che muoiono di fame, vendersi un po' di cappottini con pelliccia (che spero ecologica, perché immagino che lei ami tutte le creature di dio e quindi anche gli animali) e sfamarne un pochi. a parte che mi dà proprio fastidio che lei continui a pensare che noi ci separiamo e poi è come se non fosse successo nulla. lo strazio del cuore che si spezza (perché si spezza davvero, sa? e dentro rimane un buco e si sente soffiare il vento) lei dove lo mette? se non fosse per evitare uno starzio ben maggiore ai nostri figli, crede che lo faremmo? a parte che ci sottovaluta se pensa che da genitori single (padri o madri) non siamo capaci di dare ai nostri figli l'amore di cui hanno bisogno. a parte questo e un sacco di altre cose... ma quello che mi fa più specie è che la traduzione di qualche passo del suo discorso nel sito di radio vaticana parla della mancanza dei padri che danneggia i figli. parla di "uno stato di fragilità in cui si consuma il dramma di tante creature private dell’appoggio del padre", dei bambini di queste famiglie che si sentono "orfani non perchè sono figli senza padri ma perchè sono figli con troppi padri". il suo discorso originale è in portoghese, ma persino io con un banale traduttore on line ho capito che c'è uno sbaglio... gentilmente, ricordi ai suoi traduttori ufficiali che, come hanno detto due suoi illustri predecessori (Roncalli e Luciani), Dio è madre. e sono convinta che adesso avrebbe una gran voglia di scendere quaggiù a toglierle il suo bel camauro rosso e tirarle le orecchie.

P.S. a grande richiesta (contento Rug?) ho tolto la foto del benedetto papino... la trovate nel link del suo cappello, ma attenti: è roba per stomaci forti...

sabato 5 settembre 2009

golden dogs

Lila è quella nella foto piccola. le piace dormire distesa a pancia in su, con le zampe attorno al viso, come i bambini quando dormono sereni, con le braccia in alto.
ha quasi 6 anni. l'ho presa un mese prima che l'ex se ne andasse. forse l'ho fatto per dispetto, visto che lui non aveva mai voluto un cane, già i figli gli davano troppi problemi. forse l'ho fatto per vedere se restava nonostante il cane, se era disposto a sacrificarsi per me. che cretina! uno già pronto ad andarsene con un'altra... quando mai? in parte, sicuramente, l'ho fatto per Paolo speravo che un cucciolo lo avrebbe distratto da quella rottura, da quella ferita. o speravo che avrebbe distratto me, chissà... beh, lì ci ho preso, perché ha fatto bene a tutti e due.
il nome lo avevo scelto prima ancora di sapere che l'avrei comprata. mi è sempre piaciuta la storia di Lilavati, una delle poche donne che compaiono nella storia della matematica e Lila aveva un bel suono, dolce e breve ed è stato il mio nickname per tanto tempo.
Rory è sua figlia, quella che nella foto dei cuccioli è con la lingua fuori. avevamo venduto tutti i cuccioli tranne lei e così ce la siamo portata "temporaneamente" in vacanza, nella speranza che qualche acquirente si facesse avanti. eravamo restii a darle un nome, temendo che una volta "battezzata" non avremmo più avuto il coraggio di venderla (e così è stato). a dire il vero avrebbe dovuto chiamarsi Dory, come la pesciolina svanitella di "Nemo" (e ci stava proprio perché è altrettanto svarionata) , poi abbiamo optato per la figlia di una mamma per amica. Desdemona è il nome che ha nei documenti ufficiali e i suoi fratelli erano Puk, Re Lear, Mercuzio, Cordelia, Ofelia e Miranda. Shakespeare è la passione di tutti noi...
Lila è una nuotatrice instancabile. si farebbe scoppiare il cuore pur di restare a nuotare per ore e quando la costringiamo a stare in spiaggia resta seduta a controllare la situazione, come un bagnino di baywatch: se vede qualcuno che si agita in acqua deve correre a salvarlo...
Rory non ha ancora capito che non può correre sull'acqua come fa sui prati... è un salame totale. mangia qualunque cosa: quando aveva un anno, nel giro di un paio di settimane si è fatta fuori 3 telecomandi, una scatola di maalox (per digerirli, forse), 3 ciabatte (tutte sinistre) e 25 euro (gli ultimi che avevo). è convinta che Paolo sia suo fratello, compagno di giochi e scorribande che nessuno deve permettersi di rimproverare. quando sono arrabbiata con lui e magari alzo la voce, Lila scappa di sopra sotto il letto di Nichi o Giulia, con l'aria di dire : la mamma ha le paturnie, meglio girare al largo. Rory invece si mette tra me e lui e mi guarda con la massima disapprovazione. sono gli unici momenti in cui ha un atteggiamento coraggioso, per il resto Lila è la più dominante, convinta che, in assenza del maschio alfa in casa, il ruolo di capobranco spetti a lei, almeno quando io non mi impongo...
in questi giorni sono a casa da sola, tutti i figli sono in giro, ma mi sento al sicuro, con quelle due. se qualcuno con un passo diverso da quelli noti passa davanti al cancello loro abbaiano furiosamente. se poi questo qualcuno entrasse, gli butterebbero festosamente le braccia al collo, ma i ladri questo mica lo sanno... Lila veramente è un po' inquieta perché non le piace il vento e ha paura che arrivi un temporale, per cui passa il tempo in sottoscala, nel suo personale rifugio antipanico. ma se sente qualcuno arrivare, fosse anche l'omino della bofrost, si fa sentire.

ora sono qui ai miei piedi che russano. Lila debitamente gambe all'aria e Rory distesa tutta lunga a tappetino. mi fanno dannare e stargli dietro è un bel lavoro, ma se non ci fossero loro... non conto più le volte che sono tornata a casa distrutta, disperata, con la voglia di scappare lontano, ma davvero lontano. e poi apro la porta di casa, le vedo corrermi incontro scodinzolando felici, come se io fossi il centro del loro mondo... i miei tesori...

martedì 30 giugno 2009

il principio del terzo escluso (o della terza esclusa, fate voi)

anni fa, dopo aver scoperto che eravamo in tre, nel mio matrimonio, passai giorni e giorni ad interrogarmi su cosa dovevo fare. piangevo, generalmente. e siccome non potevo farlo a casa, mi capitava di farlo in macchina, andando e tornando da scuola. non so come ho fatto ad uscirne viva... pensavo a tutti gli anni che avevamo passato assieme, a tutto quello che avevamo fatto, ai giorni buoni e a quelli cattivi e non sapevo cosa fare. alla fine tentai di risolvere tutto come se fosse un problema di matematica. questo è quello che c'è, questo è quello che so, queste sono le soluzioni: o con me o con lei. tertium non datur.
questo è ciò che gli dissi: o con me o con lei. non ci sono altre possibilità, non hai altre scelte.
e lui scelse.
sono sempre stata convinta di aver fatto la cosa giusta: forse avrei potuto perdonare, anche se non avrei mai dimenticato, forse avrei potuto discutere ancora, forse avrei potuto sacrificare la mia vita per i figli, chiudere gli occhi... non so. non credo che avrei accettato che la stuazione continuasse nella menzogna, non avrei potuto. e ho sempre ringraziato la logica. fino allo scorso marzo.
sì, perché al corso di perfezionamento, ho scoperto che esiste la logica intuizionista, che non ammette il principio del terzo escluso.
neanche della matematica mi posso più fidare. e ora ci devo anche fare la tesina.

domenica 21 giugno 2009

domenica, maledetta domenica parte seconda

sarà perché la tresca dell'ex lo scoperta proprio facendo le pulizie, sarà perché la spalla mi fa male e tutti i miei tendini a pezzettini gridano vendetta, sarà perché onestamente avrei altro da fare... le pulizie proprio mi rompono. cerco di pensare allo spazzino di Momo che per non perdersi d'animo davanti a tutte le strade della città da spazzare pensa: "un metro quadro alla volta, penso che devo pulire un metro quadro e quando ho finito quello penso ad un altro metro quadro, e così arriva sera ed ho pulito tutta la città" ma non mi aiuta molto...
e poi fosse solo una questione di passare l'aspirapolvere e il mocio... ma tutto quello che c'è da raccogliere per terra!

sabato 28 giugno 2008

a casa x le vacanze

sto per partire per Rovigno, dove ho la roulotte fissa per tutta la stagione.

ci andiamo da ormai... quanti saranno, quindici anni? difficile spiegare cosa sia per me, per noi, l'estate lì. la roulotte è un pezzetto di casa, poi ci sono gli amici che riincontriamo anno dopo anno, il mare, i negozi, il ristorante di Giovanni che ormai è uno di famiglia, Piero che ci vende la sua grappa e le verdure del suo orto...

a volte penso che "vivo" davvero solo quando sono lì e tutto il resto del tempo dell'anno lo passo aspettando di tornare.

lì Giulia e Nichi hanno dato il loro primo bacio, lì abbiamo passato giorni splendidi in giro per le isole, a tener d'occhio le colonie dei gabbiani coi piccoli che crescevano, lì sono andata a caccia di granchi, ho fatto l'amore in riva al mare, ho passeggiato sotto le stelle...

lì ho fatto interminabili discussioni con l'ex, ho cominciato a parlare di separazione...

lì non vedevo l'ora di tornare dopo che se n'è andato, anche se c'ero sempre stata con lui.

lì i miei figli vogliono sempre tornare, anche se sono cresciuti.



la prima volta che ci sono andata in macchina da sola credo di averci messo più di cinque ore. non avevo mai fatto più di 80 chilometri da sola, farne 270, passando due confini, è stata davvero un'impresa. l'autostrada mi spaventava, le curve della strada croata mi mandavano nel panico, e poi mi terrorizzava l'idea di essere lì, dopo tanti anni con lui, sola. c'ero già stata a Pasqua, poco dopo la morte di mio fratello. ma ero andata in macchina con amici e poi ero talmente sconvolta da tutte i guai che stavo passando che non credo di aver avuto tempo di pensare a nulla salvo al fatto che ero lì di nuovo, aggrappata alla mia roulotte come ad uno scoglio in mezzo al mare in tempesta.

non è stato facile. c'era il suo fantasma che girava per il campeggio. ma gli amici hanno tacitamente fatto a gara per non lasciarmi sola, per aiutarmi in tutte le cose delle quali si occupava lui.

ora è la quinta estate che siamo lì senza di lui. non mi manca più tanto. solo quando vedo qualche coppia di non giovanissimi, mi viene in mente quante volte avevamo pensato che avremmo passato lì le nostre estati, magari coi nipotini...

domani parto e non vedo l'ora di essere lì, con gli usignoli che cantano di notte, gli scoiattoli che vengono a dissetarsi all'abbeveratoio, sotto il sole o sotto le stelle, con i miei amici, i miei libri, gli amici dei miei figli che aspettano sanno che preparo le crèpes quando fa brutto tempo e arrivano alla prima nuvola...

quella è "casa".

venerdì 22 febbraio 2008

trasloco

bene, trasloco eseguito. fosse così facile anche cambiare casa... a proposito, a nessuno interessa una villetta a schiera in quel di Marcon? la vendo, astenersi perditempo e agenzie.
me ne vado perché ho voglia di cambiare sfondo, aria, ambiente. di ricominciare da qualche altra parte (anche se nella vecchia casa dei miei, dove sono cresciuta) senza l'ingombrante presenza del fantasma dell'ex che sbuca da ogni angolo, che mi guarda da ogni specchio, di cui sento la presenza (anzi l'assenza) tutte le volte che entro in garage, che vado a letto, che giro per casa.

via, via, vado via di qui, niente più mi lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri...

più che altro fiori gialli... quelli della mimosa piantata undici anni fa, che stentava tanto a crescere e che ora sorpassa il primo piano della casa. ora sta per fiorire, anche se le gelate di questi giorni ne stanno frenando l'esuberanza. tra un paio di settimane sarà uno splendore, una gioia per gli occhi e le narici. è l'unica cosa che rimpiangerò, quando andrò via da qui. mi dispiacerà lasciarla, ma ci saranno altri giardini, altri alberi da piantare e da far crescere rigogliosi.

ah, casomai a qualcuno interessasse: avevo cominciato a scrivere qui. non andate a curiosare se non siete pronti a sorbirvi qualche storia piuttosto triste...
bacio