Visualizzazione post con etichetta scuola malata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola malata. Mostra tutti i post

mercoledì 14 aprile 2010

c'è donna e donna

guardo i giornali, prima di andare a letto e faccio un balzo sulla sedia con le ultime trovate della marystar.
non ci credo, non posso crederci...

fortuna che poi mi consolo con un altro tipo di donna...

giovedì 23 luglio 2009

bastoncini

a casa per quarantott'ore, per lavare, stirare e vaccinare la gatta, trovo quest'articolo di Luca Ricolfi, intitolato La scuola ha smesso di insegnare, che dice un paio di cose che da qualche tempo penso sempre più spesso... soprttutto queste:

La realtà è che la maggior parte dei giovani che escono dalla scuola e dall’università è sostanzialmente priva delle più elementari conoscenze e capacità che un tempo scuola e università fornivano.
Non hanno perso solo la capacità di esprimersi correttamente per iscritto. Hanno perso l’arte della parola, ovvero la capacità di fare un discorso articolato, comprensibile, che accresca le conoscenze di chi ascolta. Hanno perso la capacità di concentrarsi, di soffrire su un problema difficile. Fanno continuamente errori logici e semantici, perché credono che i concetti siano vaghi e intercambiabili, che un segmento sia un «bastoncino» (per usare un efficace esempio del matematico Lucio Russo). Banalizzano tutto quello che non riescono a capire.

La generazione che ha oggi fra 50 e 70 anni ha la responsabilità di aver allevato una generazione di ragazzi cui, nei limiti delle possibilità economiche di ogni famiglia, nulla è stato negato, pochissimo è stato richiesto, nessuna vera frustrazione è mai stata inflitta. Una generazione cui, a forza di generosi aiuti e sostegni di ogni genere e specie, è stato fatto credere di possedere un’istruzione, là dove in troppi casi esisteva solo un’allegra infarinatura. Ora la realtà presenta il conto.

Forse, a questo punto, più che dividerci sull’opportunità o meno di bocciare alla maturità, quel che dovremmo chiederci è se non sia il caso di ricominciare - dalla prima elementare! - a insegnare qualcosa che a poco a poco, diciamo in una ventina d’anni, risollevi i nostri figli dal baratro cognitivo in cui li abbiamo precipitati.

venerdì 5 giugno 2009

sospesi anche loro

la mia scuola è malata.
ok: la Scuola è malata, ma la mia temo lo sia un po' più della norma.
ho già parlato dei miei studenti, arroganti e presuntuosi, ma la settimana scorsa due miei colleghi non hanno trovato di meglio da fare che picchiarsi in corridoio davanti a studenti e altri insegnanti allibiti.
uno dei due è un emerito imbecille, che forse farebbe bene a trovarsi un altro lavoro, anche perché non fa certamente il bene degli studenti, anzi. dall'altro non mi aspettavo un comportamento simile ma pare che ci fosse fra i due della vecchia ruggine, qualche questione irrisolta... insomma è finita a pugni: tutti e due al pronto soccorso.
caso vuole che il collega imbecille scriva in un forum abbastanza seguito ed abbia pubblicato un lungo post che ha avuto largo spazio anche sui giornali. noi che lo conosciamo e sappiamo come (non) lavora abbiamo letto quello che ha scritto come un bel tentativo di autoassoluzione, un bel tema su un bel film che lui si è fatto ma che non è né vero né sincero. dal di fuori, giornali e varia umanità (basta leggere i commenti) ne stanno facendo un martire.
oggi a scuola c'era l'ispettore del ministero incaricato di indagare... già si parla di sospensione dal servizio, forse di trasferimento d'ufficio.
a parte il fatto che non mi sembra meritino entrambi la stessa pena, anche se sono entrambi colpevoli (ma dovrei scendere in particolari un po' sordidi, per spiegare il perché), stavo pensando al prof sospeso perché (pare) ha chiesto ai suoi alunni se volessero fare religione o una materia alternativa... mi domando se le cose stiano proprio come ce le raccontano.
resta il fatto che l'insegnamento della religione cattolica (così si chiama: IRC) viene condotto quasi sempre in modo approssimativo (quando non peggio) da insegnanti approssimati (quando non peggio) e che ritengo sia una vergogna in una scuola laica di uno stato laico.