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sabato 15 gennaio 2011

c'era

ieri sera sono andata a cena coi miei compagni di classe, che amo ancora da impazzire, e stavolta c'era anche lui... e una pace improvvisa è scesa nel mio cuore.

mercoledì 5 gennaio 2011

oggi no

mamma, ti dispiace tanto se oggi non preparo la pinza?
sono a casa da sola. Giulia è a Jesolo, Nichi a Roma con una sua amica, Paolo è con lo stronzo suo padre...
è probabile che non vedrò nessuno fino a dopodomani. l'unico contatto col mondo saranno sms, blog, mail e fb.
cosa la preparo a fare?
ti prometto che la faccio sabato e che per darmi una botta di vita invito anche qualcuno a cena, così mi aiutano a mangiarla, ma oggi passo, d'accordo? non mi apparirai in sonno stanotte a sgridarmi?

venerdì 9 luglio 2010

pronti? partenza...

vado a godermi le meritate vacanze a Rovigno. parto praticamente al verde, e piena di ansia, come al solito...
vorrei quaalcuno che mi dicesse: non preoccuparti, andrà tutto bene.
vi aspetto per il bar camp. mettetevi d'accordo con Giacomo o Thumper, se non riesco a collegarmi in rete...
un bacio a tutti.

martedì 6 luglio 2010

finita

almeno questi esami sono finiti... basta ponti, basta vaporetti soffocanti, caldo umido e afoso, alzatacce alle 5 di mattina, ragazzi che portano il fascismo e si collegano con cose a caso (ne avrebbero, di collegamenti da fare, ultimamente...) e che non sanno parlare e pensare... basta colleghi che confondono l'interrogare con il pontificare, basta verbali che spuntano all'ultimo momento, orari delle due sezioni da far coincidere, chiavette da estrarre senza che si danneggino e firme, sigle, voti e giudizi da riscrivere innumerevoli volte. abbiamo chiuso i plichi, apposto due (2) sigilli di ceralacca col timbro della scuola, affisso i voti all'albo, e siamo andati via. qualche collega non lo rivedrò più, altri forse l'anno prossimo. però ho guadagnato un amico di matita, very british...
sono stravolta dal sonno e dalla stanchezza e ieri ho perso la pazienza con le mie figlie. per futili motivi che non so nemmeno ricostruire, ma mi ha fatto male. di fondo c'è il fatto che oggi hanno passato la giornata con il loro padre, e la cosa mi rode, sì, mi rode, devo sentirmi un verme per questo?

martedì 11 maggio 2010

incontri

sabato ho passato la serata con un geek, con uno che non ne sa abbastanza e con una sognatrice...
bello. peccato che mancavano il pesce e il coniglietto... per non dire della nocciolina, di due o tre prof, del nomade... ma ci stiamo organizzando. tenetevi pronti. il blog camp ce lo facciamo autogestito.

domenica 18 aprile 2010

viaggi nello spaziotempo

ci sono momenti in cui un suono, un odore, un'immagine qualunque, ti fanno entrare in un'anomalia dello spazio-tempo, e improvvisamente sei in un altro luogo, in un altro tempo. non è che semplicemente ti ricordi di qualcosa, vivi effettivamente per alcuni secondi da un'altra parte.
l'altro giorno mi è capitato: ero in classe e stavo giustificando un alunno entrato in ritardo e improvvisamente mi sono trovata in un'altra classe, la mia classe di quinta liceo, maggio del '73 credo, a giustificarmi con la prof di matematica per essere arrivata in ritardo... mi stava rimproverando e non voleva farmi entrare e io, stufa delle sue continue vessazioni, mi sono permessa di risponderle che in fondo anche lei arrivava in ritardo, a volte, e che quella mattina avevo avuto dei problemi (dei quali non mi ricordo prorpio) e che insomma facesse quello che voleva ma che non lo trovavo giusto. poi sono uscita a farmi consolare dalla bidella. dopo un po' la prof è venuta a chiamarmi e, ostentando magnanimità, mi ha fatto entrare in classe. da quel giorno ha smesso di tormentarmi. 

per qualche secondo sono tornata nella mia scuola, con i miei compagni di classe, nel languido maggio trevigiano, e l'emozione di essere di nuovo lì mi ha fatto venire un groppo in gola. 
dico spesso che non tornerei indietro a rivivere la mia adolescenza, nemmeno per tutto l'oro del mondo. avere di nuovo sedici anni? diciotto? con tutte le paturnie che mi facevo perché mi chiamavano brufolo Bill? no grazie.
però lì, in quel momento, tornerei. mi sentivo al sicuro con i miei compagni di classe, sentivo di avere degli amici, sentivo di far parte di un gruppo, erano (lo sono ancora) persone speciali con le quali avevo un rapporto speciale. e anche adesso, dopo quasi quarant'anni, quando ci ritroviamo riusciamo a parlarci senza imbarazzi, ritroviamo la stessa confidenza di allora... 
lì, in quel momento, tornerei. a rivivere il mio entusiasmo e la consapevolezza di avere tanti progetti in testa, di poter ancora plasmare la mia vita, di avere ancora tante scelte da fare e il tempo per farle...
lì, in quel momento, tornerei. e prenderei da parte lui e gli direi quello che provo. e aspetterei di vedere come va a finire.

lunedì 30 novembre 2009

amici a cena

ieri sera abbiamo avuto a cena due simpaticissimi amici (di matita).
come hanno detto i miei figli, era come se li conoscessimo da sempre. proprio bello. grazie a tutti e due. dobbiamo rifarlo presto.
le pelose, poi, erano emozionate perché c'era gente nuova a cui tentare di scroccare un bocconcino dal tavolo, ma loro non ci sono cascati...

domenica 11 ottobre 2009

parole e bit

mia figlia Nichi (che studia psicologia) dice che secondo il suo prof di "comunicazione" (credo la dicitura esatta sia tecniche della comunicazione, ma non indago...) il blog è la forma peggiore di comunicazione, anzi è una non-comunicazione. tu sei lì che vomiti le tue cose affidandole alla tastiera ma non aspetti che qualcuno ti risponda, non c'è un ritorno, come invece dovrebbe essere in una comunicazione "vera", dove uno parla e l'altro risponde.
a dire il vero ho cominciato a scrivere proprio vomitando, e l'ho detto. avevo bisogno di scrivere quello che mi stava succedendo, quello che provavo, di vederlo nero su bianco, di allontanarlo da me, di esorcizzarlo, razionalizzarlo, poterlo guardare dal di fuori... non so, possono essere tante le interpretazioni. non avendo a disposizione molti amici ai quali dire davvero tutto, l'ho fatto qui. punto. e non avevo nessuna aspettativa di risposte da chicchessia. non mi aspettavo affatto che qualcuno leggesse, né che rispondesse. erano tutte cose lì per me. scriverle e in qualche modo buttarle via: era tutto quello che mi aspettavo. è passato molto tempo prima che dicessi a qualcuno che c'ero anch'io. ma anche allora non mi aspettavo grandi commenti. nemmeno adesso mi aspetto molto, tutto sommato.. cioè, un po' sì e un po' no. ora so che glli amici di matita ogni tanto passano e condividono (non nel senso che sono d'accordo, ma che leggono quello che scrivo) e se hanno voglia lasciano un commento. ho effettivamente un atteggiamento diverso, quando scrivo, ora, ma non molto. non smetto di raccontare le mie paturnie, per esempio, e considero ancora questo blog uno sfogatoio. ma se qualcuno passa e legge e magari pensa a quello che sente, confrontandolo con quello che sento io, ho comunicato ugualmente qualcosa?
poi ci sono tutti gli altri blog che non sono sfogatoi, ma canali di informazione. le notizie le troviamo un po' ovunque, ormai, ma è nei blog che mi faccio un'idea di quello che succede davvero. e ce ne sono certi che sono davvero geniali, senza i quali ormai non riesco più a stare... comunicano? secondo me sì. e le risposte ci sono, eccome...
insomma, quello dello scorfano, per esempio, non era un canale di comunicazione? non ci ha messi in contatto tutti tra noi, con lui e con un sacco di altri luoghi?

P.S. per fortuna, i miei figli ancora non sono passati di qui, credo. spero... prima o poi succederà e mi sa che devo prepararmi.

venerdì 2 ottobre 2009

buona acqua


un pesciolino oggi ha preso il largo e ci ha lasciati un po (sc)orfani. gli auguriamo di nuotare dove vuole e quanto vuole, sereno e tranquillo. ma di stare attento ai pericoli del mare profondo. e stiamo ad aspettare che ritorni...
bacio

martedì 8 settembre 2009

Laura, i' vorrei che tu, lo scorfano e io... e tutti gli altri

ho come l'impressione che si stiano creando delle convergenze, che abbiamo seminato dei memi molto virulenti e contagiosi che si sono diffusi in poco tempo e attorno ai quali si stanno coagulando idee e sentimenti. sentimenti, sì. perché anche di sentimenti si tratta. è un "sentire" profondo e personale che ognuno ha manifestato, prendendo coraggio dalle idee degli altri. appoggiato e stimolato dai commenti degli altri. tra noi che (più o meno con i piedi nel fango) ci occupiamo di scuola, ci sono evidentemente molte persone che hanno delle idee ben precise su come vorrebbero la "loro" scuola. non ci ritroviamo, è chiaro, con le idee della marystar, ma nemmeno con quelle di chi magari consideriamo "vicino" politicamente. però ci siamo trovati qui, rimbalzando tra un blog e l'altro, tra un commento e l'altro, dicendoci "la penso anch'io come te!", aggiungendo idee e conferme e suggerimenti che trovavano altre conferme... una reazione a catena.
siamo matti? o siamo tutti asparagi? cosa vogliamo farne di tutte queste buone vibrazioni?
e se riuscissimo a cavarne qualcosa di buono?

domani parto per qualche giorno, a preparare l'altra casa per l'inverno. mi mancherete...
bacio


lunedì 7 settembre 2009

lucia, datti da fare!

devo:
  1. stirare una montagna di roba
  2. andare avanti con quelle stramaledette tesine
  3. dare almeno una parvenza di ordine a casa mia
invece son qua che sto dietro a quello che scrivete e mi sto divertendo troppo...

venerdì 2 gennaio 2009

lui non c'era

ho ritrovato i miei compagni di classe. sempre simpaticissimi, uguali ad una volta. ci siamo ritrovati con un affetto incredibile, ci siamo messi a chiacchierare come se ci fossimo lasciati solo due minuti prima. è stato davvero splendido.
ma "lui" non c'era.
lui era in classe com me dalla prima alla quinta liceo e io ne sono stata sempre vagamente innamorata, fin dal primo giorno di scuola. altissimo, piuttosto carino, scriveva benissimo e suonava il piano. studiavamo assieme sui miei appunti di filosofia, a casa sua, e sua mamma ci portava il tè con i biscotti alle cinque. ogni tanto facevamo una pausa e lui suonava le canzoni di Bacharach... insomma, in quarta ero un po' più che vagamente innamorata, diciamo che gli morivo dietro. e in quinta anche peggio. ma non è mai successo nulla, accidenti. anche se eravamo molto legati, molto amici, nessuno dei due ha mai trovato il coraggio di muoversi per primo e la nostra storia è rimasta nel limbo di quello che potrebbe accadere.
così mi è rimasta la voglia, credo. tant'è che per anni, quando avevo qualche incomprensione con l'ex, io sognavo lui. sognavo che ci mettevamo assieme, che mi diceva che mi aveva sempre amata... insomma era il mio rifugio, nei sogni. ancora adesso mi accade, a volte. ed è così dolce stare fra le sue braccia, in sogno, che quando mi sveglio provo un dolore quasi fisico.
mi sono spesso chiesta come sarebbe andata tra noi due. non ho risposte. ma ho un'incredibile voglia di parlargli. e non è escluso che lo farò.

venerdì 21 novembre 2008

cena di classe

vado fuori a cena con i miei compagni del liceo, 35 anni dopo la maturità... sono emozionatissima. chissà se ci sarà anche lui.