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mercoledì 14 aprile 2010

c'è donna e donna

guardo i giornali, prima di andare a letto e faccio un balzo sulla sedia con le ultime trovate della marystar.
non ci credo, non posso crederci...

fortuna che poi mi consolo con un altro tipo di donna...

giovedì 28 gennaio 2010

scopriti, svergognata!

dice Lidia Ravera sull'Unità di oggi
Adesso sono tutti d’accordo, dal Presidente Sarkozy alla ministra Carfagna: vietiamo il Burqa, strappiamo alle immigrate il Niqab dalla faccia. Fuori dalla scuola le sottomesse alla Religione Padrona. Se vogliono stare nei nostri civilissimi Paesi che si mettano anche loro microgonna e push up, mostrino il culo, mostrino il seno, come facciamo noi, che abbiamo conquistato la libertà di farci valutare al primo sguardo. Noi sì che sappiamo come si trattano le donne. Diamo “Pari opportunità” alle immigrate. Vietiamo loro di essere diverse da noi. Chissà, magari aumentiamo la fornitura di quarti di manza da appendere al gancio delle nostre libere macellerie! È curioso, tutto questo improvviso interesse per l’emancipazione femminile. È curioso che, ancora una volta, si decida di legiferare sul corpo delle donne, come se appartenesse non alle donne medesime, in quanto persone, ma allo Stato, ai Governi. Tutte velate, vuole la Legge Coranica. Tutte svelate, vuole la Legge Italica. E le donne continuano a venire vestite e spogliate, obbligate e ricattate, costrette a piegarsi o comandate a ribellarsi. Il rispetto dov’è, in tutto questo vociare? «Tutti in Afganisthan a liberare le Afgane dall’oppressione degli Afghani». È quello che siamo andati a fare in Afghanistan, in Iraq? No, naturalmente, ma pare bello nascondersi dietro questa sorta di Cavalleria Violenta. Le donne immigrate nel nostro Paese da Paesi di diversa tradizione culturale e religiosa, devono essere aiutate e sostenute e difese se e quando vogliono ribellarsi a padri padroni, usanze intollerabili, limitazione della loro libertà personale. Non devono passare dalla tutela dei Komeinisti a quella dei Leghisti, dalla persecuzione dell’integralismo islamico a quella della presunta superiorità morale occidentale. Le donne hanno diritto alla libertà. Tutte.

non ho altro da aggiungere.

giovedì 29 ottobre 2009

ciellino dei miei stivali

ecco, io questo qui credo che potrei anche... non dico ucciderlo, ma fargli male. chi è che tempo fa ha detto che "non condivido le tue idee ma sarei disposto a dare la mia vita perché tu possa esprimerle" è una grande stronzata? beh, aveva ragione.

P.S. e grazie a femminileplurale che ha sempre delle parole giuste.

martedì 8 settembre 2009

grazie Barack!

oggi il presidente Obama ha fatto il suo discorso ai ragazzi che cominciano la scuola.
in attesa di sentire cosa dirà la Gelmini (e nel timore che non saranno cose altrettanto interessanti), medito sul fatto che stamattina a radioanch'io alla Carfagna hanno chiesto cosa ne pensava delle donne che vengono sfruttate in televisione solo perché bellocce (mi spiace, ma non ho avuto fegato di sentire la risposta) e che Bellachioma ha detto testualmente che oggi in politica "tutti sono contro tutti e viceversa". attendo chiarimenti sulla logica.

sabato 6 giugno 2009

scelte

il moroso di mia figlia (la piccola) ha votato per la lega. non per una convinzione personale fortissima ma perché suo papà e sua mamma votano lega e quindi l'ha fatto anche lui. ora, non so bene se sia più sciocco e infantile votare lega o farlo perché lo fa tuo padre, certo è che da più di mezzora i due stanno litigando al cellulare, perché grazie al cielo mia figlia la pensa diversamente. e non gli sta rinfacciando il voto per quella parte politica (rispetterebbe le sue idee pur non condividendole, avrà pur imparato qualcosa... ) ma il non aver ragionato con la sua testa.
sono fiera di come la pensa Nichi, anche se la sua intransigenza deve un po' smussarsi. quello che non capisco è il suo rapporto (che dura ormai, se pur burrascosamente, da due anni) con questo... bambino. pur essendo un caro ragazzo è talmente infantile che a volte non lo distinguo da Paolo, che ha solo 15 anni, con la differenza che Paolo è mio figlio e lo sopporto quando ha i suoi momenti "de mona", ma lui no, finisce per darmi davvero sui nervi.
qualche settimana fa Nichi mi ha chiesto come la pensavo e ho fatto la sciocchezza di dire la verità (a mia parziale discolpa devo dire che a casa nostra la verità viene prima di tutto). non è andata male, nel senso che lei ha capito il mio punto di vista, non si è offesa, anzi, concordava con qualche mia "rimostranza".
non so mai se devo tacere o parlare. non so mai se quel che io penso è "tarato" da quel che ho vissuto o se riesco ad essere ancora obiettiva. non so se il fatto di vedere, nei morosi delle mie figlie, tante somiglianze con l'ex sia una cosa "vera" o una cosa che sta solo nella mia testa...

sabato 31 maggio 2008

lo specchio dell'anima

saranno proprio gli occhi lo specchio dell'anima di noi donne, o è piuttosto come teniamo la casa?

una volta ero una di quelle casalinghe inquiete, tutta folletto, mocio e swiffer. mi alzavo al mattino e prima di andara a scuola avevo già rifatto i letti, arieggiato le camere, e pulito i bagni. per non parlare della colazione per tutti, delle cartelle dei bambini... passavo la domenica mattina a pulire la casa di fondo, tutto era in ordine, pavimenti disinfettati, niente polvere sui mobili, cucina in ordine e bagni tirati a lucido.

per quanto disordine avessero combinato i bambini nel pomeriggio, quando l'ex tornava a casa, la sera, tutto era in ordine. anche se lui trovava sempre da ridire, qualcosa da criticare, qualche scarpa non allineata con le altre, qualche gioco non riposto correttamente.

forse è anche per questo che una delle mie prime reazioni alla sua "andata" fu di non pulire più, non mettere più in ordine, fregarmene.

ora i letti ognuno se li rifà quando vuole, la domenica mattina dormo fino a mezzogiorno, sulla polvere dei mobili potresti scrivere, per terra vagano ciuffi di peli di cane che si riuniscono in gomitoli sotto i tavoli. e in giro per casa c'è di tutto, dappertutto, e ci resta per un tempo indefinito...
mi guardo intorno e quel che vedo non mi piace. ma allo stesso tempo non ho voglia di mettere a posto, di ricominciare a pulire di fino, di riordinare tutto per bene.
il disordine cresce nella mia casa e dentro di me. la mia casa è lo specchio di quello che sono diventata: trasandata, vecchia, in disordine, con un sacco di cose da aggiustare... e nessuna voglia di rimediare.

mercoledì 9 aprile 2008

Giulia, mia figlia

domani Giulia, la mia figlia maggiore, va a vivere con il moroso... hanno trovato un appartamento, oggi ha portato lì gran parte delle sue cose e domani sera sarà lì con lui.
non riesco a capacitarmi del fatto che è ormai grande, che sta cominciando la sua vita lontana da me, da noi. mi sembra che stia facendo tutto alla chetichella, senza cerimonie, senza clamori. ma non so se lo fa perché non li vuole o perché non è convinta...
ma stasera dormirà qui per l'ultima volta. forse.
oh, sì, sono un po' perplessa, non sono del tutto convinta che durerà, mi sembra che voglia solo provare a giocare a mamma casetta... ma non so mai se penso così per quello che ho passato con suo padre o se sono obiettiva.
mah, intanto la perdo un po'. e se la cosa non mi fa tanto soffrire è perché continuo a pensare che non è vera e sto rimandando il momento in cui me ne renderò conto.
quasi quasi domani le dico di ripensarci...
ma poi mi torna in mente la poesia di Gibran...

I vostri figli non sono vostri figli.
Sono figli e figlie
del desiderio ardente
che la Vita ha per se stessa.
Essi vengono per mezzo di voi,
ma non da voi.
E benché siano con voi,
non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore
ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete dar alloggio ai loro corpi,
ma non alle loro anime,
poiché le anime dimorano nella casa del domani,
che voi non potete visitare
nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di essere come loro:
non cercate però di renderli come voi.
La vita, infatti, non torna indietro
né indugia sul passato.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli
come frecce viventi son lanciati.
L’arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito
e vi piega con la sua potenza
perché le sue frecce volino veloci e lontane.
Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere;

poiché come egli ama la freccia che vola
così ama pure l’arco che è ben saldo.

venerdì 21 marzo 2008

fili

la scorsa settimana ho ripescato per caso un mio compagno del liceo che ora è Preside in una scuola vicina. presa dall'entusiasmo ho cercato qualche altro dei vecchi amici della VB e ne ho ritrovata subito un'altra (altri due so dove sono ma ancora non sono riuscita a contattarli): la mia compagna di banco. che bello...
ci siamo scambiate un paio di e-mail e ci siamo ritrovate con simili disavventure, delusioni, disincanti e simile resistenza alle avversità, nonostante tutto. la sua famiglia abita qui vicino e per Pasqua forse ci rivedremo. sono sicura che sarà come riprendere un discorso solo da poco interrotto.
stasera mi ha scritto:
"Anche se a volte non sembra, sono certa che noi abbiamo una marcia in più se non naufraghiamo nel dolore e nella convinzione che senza un uomo al nostro fianco la nostra vita è finita... Mi piace l'idea di rivederti, è come se sottili fili si stessero riannodando per produrre un nuovo arazzo".
siamo grandi noi donne. siamo sorelle e amiche e figlie e madri e ci sosteniamo sempre.