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venerdì 10 settembre 2010

dieci cose

Ipazia passa il testimone e lo raccolgo. anche perché mi ricorda il vecchio Cuore.
dunque, dieci cose per le quali vale la pena di vivere. che bel problema...
  1. i miei figli
  2. i miei cani*
  3. l'adagio del concerto per pianoforte e orchestra di Ravel
  4. "Viaggi" di Crichton
  5. Due per la strada
  6. le notti di maggio a Rovigno
  7. le librerie
  8. vederlo sul lastrico, solo e dimenticato dai suoi figli
  9. perdere 25 chili
  10. cucinare per gli amici
*e con questo, visto che i figli sono tre e i cani due, potrei essermi giocata le prime cinque cose...

martedì 11 maggio 2010

incontri

sabato ho passato la serata con un geek, con uno che non ne sa abbastanza e con una sognatrice...
bello. peccato che mancavano il pesce e il coniglietto... per non dire della nocciolina, di due o tre prof, del nomade... ma ci stiamo organizzando. tenetevi pronti. il blog camp ce lo facciamo autogestito.

domenica 11 ottobre 2009

parole e bit

mia figlia Nichi (che studia psicologia) dice che secondo il suo prof di "comunicazione" (credo la dicitura esatta sia tecniche della comunicazione, ma non indago...) il blog è la forma peggiore di comunicazione, anzi è una non-comunicazione. tu sei lì che vomiti le tue cose affidandole alla tastiera ma non aspetti che qualcuno ti risponda, non c'è un ritorno, come invece dovrebbe essere in una comunicazione "vera", dove uno parla e l'altro risponde.
a dire il vero ho cominciato a scrivere proprio vomitando, e l'ho detto. avevo bisogno di scrivere quello che mi stava succedendo, quello che provavo, di vederlo nero su bianco, di allontanarlo da me, di esorcizzarlo, razionalizzarlo, poterlo guardare dal di fuori... non so, possono essere tante le interpretazioni. non avendo a disposizione molti amici ai quali dire davvero tutto, l'ho fatto qui. punto. e non avevo nessuna aspettativa di risposte da chicchessia. non mi aspettavo affatto che qualcuno leggesse, né che rispondesse. erano tutte cose lì per me. scriverle e in qualche modo buttarle via: era tutto quello che mi aspettavo. è passato molto tempo prima che dicessi a qualcuno che c'ero anch'io. ma anche allora non mi aspettavo grandi commenti. nemmeno adesso mi aspetto molto, tutto sommato.. cioè, un po' sì e un po' no. ora so che glli amici di matita ogni tanto passano e condividono (non nel senso che sono d'accordo, ma che leggono quello che scrivo) e se hanno voglia lasciano un commento. ho effettivamente un atteggiamento diverso, quando scrivo, ora, ma non molto. non smetto di raccontare le mie paturnie, per esempio, e considero ancora questo blog uno sfogatoio. ma se qualcuno passa e legge e magari pensa a quello che sente, confrontandolo con quello che sento io, ho comunicato ugualmente qualcosa?
poi ci sono tutti gli altri blog che non sono sfogatoi, ma canali di informazione. le notizie le troviamo un po' ovunque, ormai, ma è nei blog che mi faccio un'idea di quello che succede davvero. e ce ne sono certi che sono davvero geniali, senza i quali ormai non riesco più a stare... comunicano? secondo me sì. e le risposte ci sono, eccome...
insomma, quello dello scorfano, per esempio, non era un canale di comunicazione? non ci ha messi in contatto tutti tra noi, con lui e con un sacco di altri luoghi?

P.S. per fortuna, i miei figli ancora non sono passati di qui, credo. spero... prima o poi succederà e mi sa che devo prepararmi.