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giovedì 15 ottobre 2009

spiegazioni future

il mio papà fu preso dai tedeschi alla stazione di Mestre, nel '43, mentre tornava a casa dopo l'8 settembre, non sapendo che fare, come tanti altri soldati e non. portava ancora il grigioverde perché era un militare e non se l'era sentita di toglierlo. finì a Bergen Belsen, dove rimase fino all'agosto del '45, con gli altri prigionieri politici, e non accettò mai di rinnegare il re, anche se questo lo avrebbe liberato dal campo (ma per mandarlo a combattere) perché era profondaamente monarchico.
da piccola (beh, nei primi anni del liceo, credo) gli chiesi come avessero fatto tutti loro a votare per Mussolini, a dargli tutto il consenso che aveva. avevo visto i filmati dei suoi discorsi alle masse e mi era sembrato ridicolo, una macchietta boriosa e megalomane, anche sorvolando sul fatto che non condividevo le sue idee...
papà scrollò il capo e ammise che li aveva imbrogliati tutti e che non si erano resi conto di quello che succcedeva, sai com'è, che il popolo è bue e va dietro al primo che li infinocchia.
mi è venuto in mente ieri che i miei nipoti chiederanno la stessa cosa a me o ai miei figli, un giorno...
sarà un bel problema spiegare.

P.S. ero molto più piccola, forse alle elementari, quando chiesi a papà se gli era mai capitato di uccidere qualcuno, in guerra. mi rispose che per fortuna era nel genio e non aveva mai sparato un colpo. io ripresi a respirare e lo abbracciai.