sabato 20 giugno 2009

fregato per un pelo?

ma vuoi vedere che dove non sono riusciti il conflitto di interesse, i processi, glli stallieri mafiosi, le speculazioni, gli avvocati deputati... alla fine potranno gli scandaletti anche piuttosto miseri di un vecchio sporcaccione che pretende ancora di scopare come un riccio?
se ne andrà per colpa di troppe belle ragazze e non perché è un insulto alla legalità che stia lì?

venerdì 19 giugno 2009

come ce la raccontano

i soliti giornalisti che scrivono i loro articoli accontentandosi di leggere frettolosamente i comunicati stampa hanno completamente sbagliato ad interpretare i risultati dello studio OCSE (che oggi alla tv ho sentito perfino pronunciare alla francese, senza le E finale) TALIS.
prima di tutto non hanno capito che il questionario era stato rivolto agli insegnanti e riguardava le loro condizioni di lavoro. e poi non si capisce come le conclusioni dell'OCSE intitolate : efficacia degli insegnanti ostacolata da mancanza di incentivi e cattivo comportamento nelle classi possano essere diventate quelle scemenze che la stampa ha diffuso nei giornali e quelle scemenze di cui la mary star si è riempita la bocca.
qui una possibile spiegazione che scagionerebbe, almeno in parte, i giornalisti. in parte, perché se fossi stata io lì, prima avrei fatto un putiferio e poi mi sarei andata a leggere tutto, ma tutto il sito dell'ocse, per sapere come stavano davvero le cose...

giovedì 18 giugno 2009

edizione della notte

leggo solo ora questo articolo su micromega e mi ritornano in mente i discorsi dei colleghi lombardi all'assemblea nazionale di ANIMAT, l'anno scorso a Bologna. dicevano, con un certo timore imbarazzato, che nelle loro scuole bisognava andare piano con certi discorsi un po' troppo politici, perché "sapete, da noi ci sono un sacco di quelli di comunione e liberazione"...
se qualcuno ha le idee poco chiare sui referendum (come me) può leggere qui un articolo molto interessante e casomai andare a vedere cosa diceva un mesetto fa nonno Giovannino Sartori (e quello che dice lui è sempre degno di ascolto...)
c'è poi una bella notizia su belpietro, che non gli farà né caldo né freddo, ma intanto mi sembra doveroso diffonderla.
e ora vado a (ri)leggere Rising Sun.
buonanotte.

mercoledì 17 giugno 2009

ancora OCSE

visto che i giornali e la Mary Star stanno sproloquiando sul rapporto OCSE Talis, tanto vale che andiamo tutti a leggercelo con calma e vediamo cosa c'è di vero...

cosa, merito?

merito è un'altra delle parole che non sopporto tanto, sinceramente, assieme alla derivata meritocrazia. mi sembrano parole di cui si abusa. si deve premiare il merito. perché? perché non si parla mai di punire il demerito? nel senso: perché mai un dipendente dovrebbe essere premiato perché fa bene il suo lavoro, o uno studente perché studia correttamente? stanno solo facendo il loro dovere! sbattiamo fuori dai piedi quelli che non fanno un cazzo, invece?

cattiva condotta

toh, guarda un po' cosa dice l'OCSE... e chissà quanto ci hanno speso! se chiedevano a me glielo dicevo gratis.

martedì 16 giugno 2009

cazzeggi (sono nel mio blog e dico tutte le parolacce che voglio)

ho finito stamattina gli scrutini, i miei figli sono al mare col loro padre, fa caldo, ho sonno e ho finito già da giorni lo stipendio. quindi: pomeriggio di navigazione a vista, in cerca di cose strambe, curiose, interessanti.
così mi sono riletta un bellissimo racconto di Asimov che mi viene sempre in mente quando sento i miei colleghi patiti per le attività laboratoriali (altra parola sulla quale stenderò un velo di pietoso disappunto) che tessono le lodi della calcolatrice. e mi sono fatta un giro nel blog di Laura a rileggere le cose che scrivevamo l'anno scorso sullo zen e l'arte dei numeri...
ma stordirsi davanti allo schermo non è servito ad allontanare i cattivi pensieri.
come diceva Gassman, ho un grande avvenire dietro alle spalle.

lunedì 15 giugno 2009

spendibilità e offerta formativa

sono due parole che si trovano per esempio in questo articolo piuttosto scemo.
la parola spendibilità viene spesso riferita al titolo di studio, tipo: un titolo di studio "spendibile". che accidenti è? cosa vuol dire che mi spendo il titolo di studio? cosa ci compro? disoccupazione? a parte che questa fissa di monetizzare sempre tutto mi fa veramente schifo, come si fa a dire che spendo la mia cultura (o la mia competenza)? al più la investo, la metto a frutto... spendere dà l'idea che la butto via, la baratto con qualcos'altro, invece deve restare mia, il mio tesoro (il mio tesssoro) e crescere.
l'offerta formativa invece è quella cosa tanto di moda con l'autonomia scolastica e che viene invocata per farcire il pof (che è una specie di dépliant pubblicitario della scuola) di un sacco di cose inutili ma che si spera attraggano glli alunni (l'utenza, della quale si parlerà) e li spingano a decidere di iscriversi. si va dal progetto benessere (educazione sessuale, conferenze contro le tossicodipendenze) al progetto gite sulla neve, al tango argentino, ai corsi di yoga... formativa? sa un po' di: come facciamo a darla via in modo che la comprino? se fosse per me ci metterei solo queste poche parole: qui si studia, e tanto.
giusto per ricordarmene, prossime parole saranno: imprenditore, stare sul territorio, utenza... e qualche altra che mi verrà in mente.

meriti e utilità

non amo particolarmente Giorgio Israel, ma mi sento quasi totalmente d'accordo con quanto scrive sul merito.
così come sono contenta che finalmente qualcuno abbia trovato il coraggio di dire che insegnare l'utile non serve a niente.
probabilmente verranno tacciate come idee di destra, da certa sinistra che ci gira intorno e ci marcia in modo losco. ma a me l'idea che veniamo valutati dai presidi a seconda di quanti progetti sul tango argentino abbiamo fatto... francamente mi ripugna.
così come sono stanca di sentirmi dire che devo spiegare a cosa serve tutto quello che spiego. le cose si imparano perché è proprio l'imparare che serve. continuiamo a pensare che dobbiamo insegnare quel che serve nel mondo del lavoro senza pensare che quando gli studenti saranno diventati lavoratori probabilmente le cose utili, finalizzate, specifiche che avranno imparato, saranno vecchie. invece uno studente che sa imparare non avrà mai problemi.
stiamo facendo morire la cultura e stiamo creando tanti piccoli automini, capaci solo di guardare la tv e avvitare sempre la stessa vite...
ma già, gli automini sono più comodi. mica pensano...

domenica 14 giugno 2009

separazione di carriere

è sempre lo scorfano a stuzzicarmi...
diciamo che nella scuola ci sono tre componenti fondamentali: insegnanti, famigie e studenti. io sono dell'idea che gli insegnanti (preparati, aggiornati e possibilmente ben pagati) debbano insegnare, le famiglie educare e gli studenti apprendere. ma non c'è apprendimento se non c'è fiducia reciproca e non c'è fiducia se non c'è rispetto. ay, there's the rub... perché il rispetto non si sa più cos'è.
e non parlo del rispetto degli insegnanti verso gli studenti, quello posso dire con serenità che c'è, in buona misura, nella quasi totalità dei casi. manca il rispetto degli alunni e delle famiglie verso noi insegnanti. con il mio DS ne ho discusso spesso: lui sostiene che il rispetto dobbiamo guadagnarcelo, meritarcelo, io sostengo che il rispetto ci è dovuto. credo che ci sia un rispetto che si deve, a prescindere, ai nostri superiori. magari la stima uno se la guadagna, l'affetto anche, ma il rispetto io lo devo al mio capo (che mi piaccia o no, magari in cuor mio posso anche considerarlo uno stronzo) e i miei alunni lo devono a me. punto. e per rispetto non intendo che si devono alzare in piedi quando entro in classe (anche se un minimo di buona educazione non guasta mai), intendo che devono fare quel che dico io (magari mandandomi in cuor loro a quel paese) e soprattutto "fidarsi" di quel che gli dico di fare. dentro al rispetto, in un certo senso, c'è la fiducia e senza fiducia l'efficacia dell'azione didattica va a farsi benedire...
parentesi: mi sono iscritta alla prima liceo nel '68, quindi sono della generazione che "contestava" (parola desueta) il potere costituito. nelle nostre lotte vi assicuro che non abbiamo mai perso questo tipo di rispetto per i nostri insegnanti, non ci saremmo mai insegnati di dire "lei non dovrebbe spiegare così, dovrebbe spiegare cosà" oppure "non deve mettere questo voto ma quest'altro"... cose che mi sono capitate, come mi è capitato di sentirmi dire da una mamma delle alunne di quella quarta: "lei e mia figlia quest'anno non vi siete prese". prese? ma io non devo prendere nessuno. io devo spiegare metematica e fine. se poi sono o non sono simpatica, sono o non sono affascinante (nel senso didattico del termine), amen. l'importante, in classe, è la mia competenza matematica, non se sono più o meno simpatica. chiusa parentesi.
andiamo avanti... che c'entrano i genitori e le famiglie?
i genitori sono entrati come componenti della vita scolastica negli anni '70, con i famosi "decreti delegati": si costituivano organi collegiali (consigli di classe, d'istituto, di circolo...) ai quali erano chiamati a far parte anche i genitori. credo sia l'esempio di come una grande conquista si possa tradurre in un fallimento. la scuola e le famiglie sarebbero dovute entrare in contatto per scambiarsi informazioni ed aiuto ma in realtà le cose non vanno più così da tempo. perché?
mi sa che c'è un rub anche qui: mi giudicate troppo di parte se dico che nel frattempo è arrivato lo psiconano e che ci ha rincoglioniti tutti?
quanto ha contato la tv commerciale con il suo contorno di veline, ruote della fortuna e mariedefilippi, nel formarsi e affermarsi di una (non)cultura basata sul successo facile, sul disprezzo per il sapere, per il guadagnarsi il pane col sudore della propria fronte? quanto ha contato nell'affermarsi dell'idea che se non sei "furbo" e non hai un sacco di soldi non vali nulla? e chi siamo noi insegnanti? tutto l'opposto: pochi soldi, molta fatica (checché ne pensino i più), sacrifici e cultura. e chi ha rispetto per noi, ormai?
e se non bastasse il rincoglionimento mediatico, c'è il fatto che la famiglia è andata a farsi friggere. non c'è più, dietro all'alunno, una famiglia che spera nella promozione sociale del proprio figlio attraverso la cultura. c'è piuttosto una famiglia che manda il figlio a scuola come se fosse un centro di permanenza temporanea. non c'è più una famiglia che delega alla scuola l'istruzione, ora si delega l'educazione, perché in famiglia non c'è più tempo, o voglia, di darla. e l'istruzione è un optional, neanche troppo appetibile (tanto dobbiamo prepararli al mondo del lavoro, o ma fare le veline, magari...)
la famiglia pretende che sia la scuola ad educare, che avvisi costantemente dell'andamento didattico e disciplinare del suo figliolo, salvo poi mettere costantemente il naso in questioni didattiche che non le competono. ecco, tutto questo è sbagliato. questo scambio di ruoli non è affatto efficace e non è nemmeno "etico".
così le regole vanno a farsi friggere, assieme al rispetto. ma i ragazzi hanno bisogno di regole, a maggior ragione se non ne trovano in casa. mia sorella (insegnante elementare della vecchia scuola, ora in pensione) dice. "i bambini non sono automobiline che puoi lasciar correre senza freni in autostrada. sono treni e hanno bisogno dei binari".

sabato 6 giugno 2009

scelte

il moroso di mia figlia (la piccola) ha votato per la lega. non per una convinzione personale fortissima ma perché suo papà e sua mamma votano lega e quindi l'ha fatto anche lui. ora, non so bene se sia più sciocco e infantile votare lega o farlo perché lo fa tuo padre, certo è che da più di mezzora i due stanno litigando al cellulare, perché grazie al cielo mia figlia la pensa diversamente. e non gli sta rinfacciando il voto per quella parte politica (rispetterebbe le sue idee pur non condividendole, avrà pur imparato qualcosa... ) ma il non aver ragionato con la sua testa.
sono fiera di come la pensa Nichi, anche se la sua intransigenza deve un po' smussarsi. quello che non capisco è il suo rapporto (che dura ormai, se pur burrascosamente, da due anni) con questo... bambino. pur essendo un caro ragazzo è talmente infantile che a volte non lo distinguo da Paolo, che ha solo 15 anni, con la differenza che Paolo è mio figlio e lo sopporto quando ha i suoi momenti "de mona", ma lui no, finisce per darmi davvero sui nervi.
qualche settimana fa Nichi mi ha chiesto come la pensavo e ho fatto la sciocchezza di dire la verità (a mia parziale discolpa devo dire che a casa nostra la verità viene prima di tutto). non è andata male, nel senso che lei ha capito il mio punto di vista, non si è offesa, anzi, concordava con qualche mia "rimostranza".
non so mai se devo tacere o parlare. non so mai se quel che io penso è "tarato" da quel che ho vissuto o se riesco ad essere ancora obiettiva. non so se il fatto di vedere, nei morosi delle mie figlie, tante somiglianze con l'ex sia una cosa "vera" o una cosa che sta solo nella mia testa...

venerdì 5 giugno 2009

sospesi anche loro

la mia scuola è malata.
ok: la Scuola è malata, ma la mia temo lo sia un po' più della norma.
ho già parlato dei miei studenti, arroganti e presuntuosi, ma la settimana scorsa due miei colleghi non hanno trovato di meglio da fare che picchiarsi in corridoio davanti a studenti e altri insegnanti allibiti.
uno dei due è un emerito imbecille, che forse farebbe bene a trovarsi un altro lavoro, anche perché non fa certamente il bene degli studenti, anzi. dall'altro non mi aspettavo un comportamento simile ma pare che ci fosse fra i due della vecchia ruggine, qualche questione irrisolta... insomma è finita a pugni: tutti e due al pronto soccorso.
caso vuole che il collega imbecille scriva in un forum abbastanza seguito ed abbia pubblicato un lungo post che ha avuto largo spazio anche sui giornali. noi che lo conosciamo e sappiamo come (non) lavora abbiamo letto quello che ha scritto come un bel tentativo di autoassoluzione, un bel tema su un bel film che lui si è fatto ma che non è né vero né sincero. dal di fuori, giornali e varia umanità (basta leggere i commenti) ne stanno facendo un martire.
oggi a scuola c'era l'ispettore del ministero incaricato di indagare... già si parla di sospensione dal servizio, forse di trasferimento d'ufficio.
a parte il fatto che non mi sembra meritino entrambi la stessa pena, anche se sono entrambi colpevoli (ma dovrei scendere in particolari un po' sordidi, per spiegare il perché), stavo pensando al prof sospeso perché (pare) ha chiesto ai suoi alunni se volessero fare religione o una materia alternativa... mi domando se le cose stiano proprio come ce le raccontano.
resta il fatto che l'insegnamento della religione cattolica (così si chiama: IRC) viene condotto quasi sempre in modo approssimativo (quando non peggio) da insegnanti approssimati (quando non peggio) e che ritengo sia una vergogna in una scuola laica di uno stato laico.

giovedì 4 giugno 2009

i tigli

sono tornati a fiorire i tigli. di sera si sente il loro profumo. la scuola sta per finire.
vicino a tutte le mie scuole ci sono sempre stati dei tigli, ma quelli che ricordo con uno struggimento dell'animo sono quelli del liceo, a Treviso... sarà perché erano gli anni attorno al 68, sarà perchè di anni ne avevo 18 o giù di lì, ma quando ci penso...

giovedì 28 maggio 2009

ristrutturazione

addio al faro, ho cambiato tutto. ora è minimal ma più snello. può essere che cambi ancora qualcosa...

mercoledì 27 maggio 2009

La classe, a futura memoria

torno a scrivere dopo un bel po'. non ho proprio avuto tempo e voglia, negli ultimi mesi..
spinta da un post altrui, affido alla rete qualcosa di quello che quest'anno è successo nella mia quarta, perché chi passa per caso di qua rida, pianga, tragga le sue conclusioni su dove siamo andati a finire.
noi insegnanti siamo quello che i nostri insegnanti ci hanno fatto diventare, in un certo senso. abbiamo comportamenti che imitano quello che ci è piaciuto quando andavamo a scuola dall'altra parte della cattedra. dalla mia prof di matematica, che per altro odiavo, ho preso l'abitudine di tenere un quaderno per ogni classe, una pagina per ogni aunno: scrivo quello che fanno, quello che sanno e che non sanno durante le interrogazioni, come si comportano... spesso, nei colloqui con i genitori, queste annotazioni mi sono servite per chiarire le cose. confesso che ultimamente temo che mi potranno servire per pararmi il culo. ho una classe (la quarta) disastrata in tutti i sensi. non solo non sanno un tubo di matematica ma sono maleducati ed arroganti. ma siccome alla fine dell'anno, quando darò i voti (e se continua cos' anche i numeri), temo che il mio DS mi dirà che non ho saputo insegnare, che non li ho saputi capire e che (peggio!) sono stata solo io a mettere note disciplinari, almeno avrò questi appunti a sostenermi nelle mie decisioni...
ed eccoli qui (per la privacy metterò solo le iniziali dei nomi):
5 dicembre, durante un compito in classe: V rutta sonoramente e bestemmia. S entra in ritardo perché è andato in giro ad organizzare una festa, così non è riuscito a dire a R cosa doveva ordinargli per pranzo (si devono fermare al pomeriggio e ordinano alla pizzeria). così R, per rimediare, chiama la pizzeria col cellulare ed aggiorna le ordinazioni. E vuole a tutti i costi uscire per andare in agno, rispondo che sa benissimo che durantre i compiti non si esce e lei dice che è sequestro di persona. S fa battute idiote (jawohl: dentro duro e fora mol, per esempio).
30 gennaio: Sc mangia e usa il cellulare, T si controlla il trucco allo specchietto, intanto parlano del più e del meno tra loro.
13 febbraio: S passa le due ore di lezione (sto spiegando) seduto tra Sc e T, chiacchierando serenamente e lanciandosi una bottiglietta d'acqua vuota con V. Sc prende il cellulare di F e si fa una fotografia abbracciata a S.
18 febbraio: S si alza e va in giro per la classe a parlare con gli altri. si giustifica dicendo che è stanco di stare seduto....
27 febbraio, altro compito in classe: vedendo che ci sono anche domande di teoria, V dice "cosa si è fumata?" a voce non così bassa che io non passa sentire. S si dondola sulla sedia e rischia di cadere.
24 aprile: B esclama risentita: "ma è possibile che lei non possa scrivere alla lavagna in stampatello?!"
.... continuo? e ho tralasciato le cose direttamente inerenti alla matematica, tipo " ma ci sono dei numeri tra 0 e 1?" oppure "ma dove lo metto 1/2 sull'asse delle x?" o anche "ma se prima c'era 1+13/5, perché lei adesso ha scritto 18/5?"
mi rendo conto che qualcuno che legge potrebbe anche chiedersi che cosa ci sto a fare, come mai non riesco a mantenere un po' di disciplina. me ne rendo conto, vista da fuori la situazione può sembrare strana, ma è così, nella mia scuola è così. e noi insegnanti siamo divisi tra quelli che mettono le note e mandano gli alunni dal preside (i rompicoglioni come me) e quelli che lasciano correre perché vivono più serenamente, hanno meno problemi.
perché alla fine, nel colloquio che forse avrò con il mio DS, io passerò per l'incapace che non li ha saputi prendere, mentre i miei colleghi che non si sono lamentati di nulla avranno fatto bella fiugura...
credo che ci siano due errori di fondo che portano a orrori come questi. il primo è pensare che la scuola debba educare: è la famiglia che educa, la scuola deve istruire. è vero che questi sono poveri bambini sperduti che la famiglia spesso non ce l'hanno, o se c'è è talmente impegnata a far soldi che ha trasmesso solo disvalori. ma delegare a noi la soluzione del problema serve a poco.
il secondo errore è non imporre regole ferme a scuola, anzi, non farle rispettare (perché scritte nel regolamento d'istituto, per far bella mostra di sé, ci sono).
si pensa che "lasciar correre" sia "capire" le esigenze dei ragazzi, ma in realtà è far loro del male.
P.S. mi sto trascinando stancamente verso la fine dell'anno scolastico. ho fatto domanda di trasferimento (solo su licei) e ci spero molto, anche se mi dicono che la situazione è più o meno questa ovunque. se mi guardo indietro mi rendo conto che non ho fatto un buon lavoro, quest'anno: ho mollato, e non avrei dovuto. ma anche la mia pazienza ha un limite. soprattutto non ho più fiducia nei miei alunni. e questo è peggio ancora.

domenica 8 febbraio 2009

quello che sta succedendo in questi giorni è spaventoso.
quella povera donna, a cui non si vuole permettere di morire in pace, e i suoi genitori, a cui non si vuole permettere di lasciarla andare, sono solo attori marginali della tragedia, nonostante il loro dolore sia straziante per tutti. non so, non riesco nemmeno ad immaginare, cosa possa voler dire, per quel padre e quella madre. sono con loro e soffro con loro, sicura che la mia sofferenza non è nemmeno l'ombra della loro.
ma attorno a questa tragedia si agitano spettri paurosi e avvoltoi ripugnanti.
c'è qualcosa di insano in Berlusconi, che insiste sulle mestruazioni ancora presenti, sulla capacità ancora intatta di generare un figlio. una donna è tale solo se il suo utero funziona? che gravidanza sarebbe? che maternità sarebbe? come ci sarebbe il concepimento? un figlio generato da un corpo che ormai non ha più sentimenti, non ha più emozioni? che specie di uomo potrebbe pensare di fecondare quel povero corpo martoriato? ma davvero quell'uomo pensa queste cose, e le dice? e governa l'Italia?
c'è qualcosa di altrettanto insano (anche se meno morboso ma, temo, molto più pericoloso) anche nelle reazioni del nano e della chiesa al comportamento del Presidente della Repubblica. Napolitano finalmente si è svegliato e ha fatto ciò che la sua coscienza (di laico) gli detta e la Costituzione gli permette. il nano risponde con arroganza, con una tale prepotenza che mette in dubbio il suo senso dello stato (non che ce ne fosse bisogno...). la chiesa interferisce, in barba al concordato, in una decisione legittima del capo dello stato.
che la chiesa potesse fare inciuci col nano era nell'ordine delle cose e mi conferma solo che non ho più nulla da spartire con questi cattolici.
ma il nano ha preso cinicamente la palla al balzo per portare avanti la sua idea di governo in cui il premier decide senza sottostare a controlli di nessun tipo: camere, organi di garanzia, costituzione da rispettare... niente, sono solo lungaggini burocratiche che interferiscono con i sui piani. ora è arrivato persino ad insultare la costituzione dicendo, come al solito, che l'hanno scritta i comunisti ammanicati con l'URSS... che ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere...
come si può fermare una deriva fascista di questo tipo?
io ho paura.
"quando scende la notte, anche gli uomini piccoli gettano lunghe ombre".

lunedì 12 gennaio 2009

a Fabrizio

ho conosciuto Fabrizio per via di Francesca, una mia compagna di classe, che ascoltava le sue canzoni nel lontano 1968 e le conosceva talmente bene che ne saccheggiava impunemente i testi per i compiti di italiano: tanto il prof non se ne accorgeva perché allora De André non se lo filava nessuno. l'ho riscoperto qualche anno fa, riascoltando le sue canzoni vecchie e nuove e soprattutto quelle riarrangiate con la PFM e con altri, non più cantate solo da lui e dalla chitarra, ma riempite, giustamente, di suoni. l'ho riascoltato con mio figlio Paolo, che ne è rimasto affascinato. la nostra preferita è "Un Giudice", e non ci stanchiamo mai di sentire "Creuza de ma'".
stasera ho seguito la trasmissione di Fazio, un po' troppo celebrativa, a dire il vero. mi sono commossa, come sempre, sui suoi testi incredibili, che sembrano degli ingranaggi perfetti: non una parola, non una rima sono superflue, e le frasi pungenti, o toccanti, o poetiche sono sempre lapidarie, argute e piene di verità semplici ma profonde.
grazie faber.

martedì 6 gennaio 2009

dove sta il problema

leggo qui http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/elementari-al-top/elementari-al-top.html che i nostri bambini sono bravi in quarta elementare ma che poi franano miseramente in terza media. allora, cara Gelmini, che ti sogni di togliere il modulo? e perché, invece di affannarti riformare (malissimo) le elementari e le superiori, non metti mano a quella cagata di scuola che sono le medie?

venerdì 2 gennaio 2009

lui non c'era

ho ritrovato i miei compagni di classe. sempre simpaticissimi, uguali ad una volta. ci siamo ritrovati con un affetto incredibile, ci siamo messi a chiacchierare come se ci fossimo lasciati solo due minuti prima. è stato davvero splendido.
ma "lui" non c'era.
lui era in classe com me dalla prima alla quinta liceo e io ne sono stata sempre vagamente innamorata, fin dal primo giorno di scuola. altissimo, piuttosto carino, scriveva benissimo e suonava il piano. studiavamo assieme sui miei appunti di filosofia, a casa sua, e sua mamma ci portava il tè con i biscotti alle cinque. ogni tanto facevamo una pausa e lui suonava le canzoni di Bacharach... insomma, in quarta ero un po' più che vagamente innamorata, diciamo che gli morivo dietro. e in quinta anche peggio. ma non è mai successo nulla, accidenti. anche se eravamo molto legati, molto amici, nessuno dei due ha mai trovato il coraggio di muoversi per primo e la nostra storia è rimasta nel limbo di quello che potrebbe accadere.
così mi è rimasta la voglia, credo. tant'è che per anni, quando avevo qualche incomprensione con l'ex, io sognavo lui. sognavo che ci mettevamo assieme, che mi diceva che mi aveva sempre amata... insomma era il mio rifugio, nei sogni. ancora adesso mi accade, a volte. ed è così dolce stare fra le sue braccia, in sogno, che quando mi sveglio provo un dolore quasi fisico.
mi sono spesso chiesta come sarebbe andata tra noi due. non ho risposte. ma ho un'incredibile voglia di parlargli. e non è escluso che lo farò.

vecchio e nuovo

un altro anno è cominciato. auguri a tutti.
non so se essere soddisfatta o no di quello che è appena passato e cosa aspettarmi da quello che viene.
una volta, molti anni fa, ero solita tirare le somme del passato e fare propositi per il futuro. ho smesso da tanto, ma forse varrebbe la pena di ricominciare.
allora, com'è andata? cos'ho fatto? beh, ho messo a posto la casa, che non è poco. da troppo tempo lasciavo andare tutto in malora, senza curarmi delle cose rotte che si accumulavano, di quelle vecchie da buttare, delle ragnatele, reali e metaforiche, che si stendevano su tutto. ho preso il toro per le corna e il coraggio a quattro mani: ho ridipinto tutto, cambiato i mobili, buttato via una quantità di cose vecchie, sue, inutili, rotte, detestate... ora la casa sembra un'altra e sta diventando mia, ho spazzato i fantasmi daglli angoli e comincio a respirare di nuovo aria di pulito. è stato un lavoraccio ma si doveva fare: un primo passo verso la libertà interiore.
e poi? non molto altro, in verità. beh, sono "uscita" di casa per andare a Bologna per ANIMAT.
a Rovigno mi sono divertita come non mi capitava da tempo, segno che anche lì un po' di cose si stanno muovendo. ah, e mi sono iscritta ad un corso di perfezionamento.
e per l'anno prossimo? boh... non riesco ancora molto a guardare nel futuro...
ci proverò al prossimo post.