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sabato 3 luglio 2010

a Venezia fa caldo, ma si tira avanti

sto facendo gli esami di maturità a Venezia. ovviamente avevo chiesto qualunque sede tranne il centro storico, ma lassù non hanno capito... arrivare fin lì è allucinante: devo prendere il treno, poi il vaporetto, poi fare un pezzo di strada a piedi: questa settimana mi sono alzata alle 5 di mattina, che per una che dorme volentieri anche fino a mezzogiorno è un atto di violenza. i primi giorni ho provato a fare tutta la strada a piedi, ma non ce l'ho fatta: troppo peso da portare in giro sulle ginocchia artritiche. così imparo a ingrassare a dismisura. insomma la cosa è un po' devastante, ma stringo i denti e penso che così avrò un po' di soldi in più per Rovigno. che mi servono davvero.
Venezia è un posto strano, ma descrivere la sua stranezza è complicato, perché la vita vi scorre con ritmi diversi. in questi giorni ho passato momenti di odio totale per i ponti, per il caldo, per i negozi di falsi souvenirs che sono nati come funghi, e momenti di vero rapimento per le calli strette nelle quali un gatto è disteso a cogliere un po' di fresco, per i giardini nascosti che si intravedono dietro a vecchi cancelli, per le case cadenti che sono gioielli del passato, sfioriti ma ancora meravigliosi. e i vecchi, i tanti venessiani che non vogliono mollare la loro città anche se viverci è complicato, trascinando il carrello della spesa su e giù per i ponti, prendendo il vaporetto, dovendo pagare tutto a prezzi turistici.

non facevo la maturità da qualche anno e i ragazzi mi sembrano, nel complesso, peggiorati. non dicono grosse scemenze e sono anche discretamente preparati, chi più chi meno (in matematica molto meno, ma non infierisco). il problema è che non sanno parlare. non è un problema da poco: se alla domanda "cos'è il dominio della funzione" uno mi risponde "il dominio si calcola così e così" significa che le sue capacità logiche sono scarsine (sorvolando sul fatto che il dominio non si calcola ma si individua, e che comunque non lo sa né calcolare né individuare, ma vabbè queste son pignolerie). e poi è tutto un "ho portato Pirandello" e "mi collego con italiano". occhèi, siamo in un professionale, ma mi dicono che al liceo le cose non sono molto diverse e la cosa non mi consola affatto.

e giusto per aggiornare il mio ultimo post: ieri in treno ho trovato un collega che non vedevo da tempo e che lavora distaccato in uno degli uffici dell'usr (quello che una volta si chiamava provveditorato, per capirci). gli ho raccontato del corso che ho appena fatto e mi ha detto "scordati di poter utilizzare quel titolo. il nuovo regolamento sulla formazione non verrà approvato e tutti quelli che lavoravano per le ssis saranno tenuti fuori dalla nuova formazione degli insegnanti". che gioia!
Rovigno, mi serve Rovigno. e asilo politico in Croazia.

martedì 30 giugno 2009

il principio del terzo escluso (o della terza esclusa, fate voi)

anni fa, dopo aver scoperto che eravamo in tre, nel mio matrimonio, passai giorni e giorni ad interrogarmi su cosa dovevo fare. piangevo, generalmente. e siccome non potevo farlo a casa, mi capitava di farlo in macchina, andando e tornando da scuola. non so come ho fatto ad uscirne viva... pensavo a tutti gli anni che avevamo passato assieme, a tutto quello che avevamo fatto, ai giorni buoni e a quelli cattivi e non sapevo cosa fare. alla fine tentai di risolvere tutto come se fosse un problema di matematica. questo è quello che c'è, questo è quello che so, queste sono le soluzioni: o con me o con lei. tertium non datur.
questo è ciò che gli dissi: o con me o con lei. non ci sono altre possibilità, non hai altre scelte.
e lui scelse.
sono sempre stata convinta di aver fatto la cosa giusta: forse avrei potuto perdonare, anche se non avrei mai dimenticato, forse avrei potuto discutere ancora, forse avrei potuto sacrificare la mia vita per i figli, chiudere gli occhi... non so. non credo che avrei accettato che la stuazione continuasse nella menzogna, non avrei potuto. e ho sempre ringraziato la logica. fino allo scorso marzo.
sì, perché al corso di perfezionamento, ho scoperto che esiste la logica intuizionista, che non ammette il principio del terzo escluso.
neanche della matematica mi posso più fidare. e ora ci devo anche fare la tesina.