domenica 6 novembre 2011
ci inventeremo qualcosa anche noi?
domenica 6 settembre 2009
merito, carriera e poteri al DS, un fantaracconto
ci ho messo un po' ma sono riuscita a trovare un post scritto il 22 maggio 2008 da un mio collega della lista fondanimat di google groups. spero che non me ne voglia se la pubblico. mi ha fatto molto ridere (amaramente) allora ma è attualissima.
1. Più poteri ai Presidi/DS (ancora?).
Insegno nelle scuole superiori dal 1976. Ho conosciuto direttamente e indirettamente una gran quantità di Presidi. Posso onestamente rassicurare qualche scettico che esistono davvero Presidi in gamba. Un paio forse a Roma. Merce rara. (Nessuno si offenda, per favore). Potrei però citare la valanga di situazioni ben diverse vissute in varie scuole: molte sono note ai più, alcune solo ai diretti interessati:
- "20 %" era il soprannome con cui le ditte appaltatrici chiamavano (indispettite) quello che 'ingiustamente' chiedeva il doppio della media degli altri per favorirle. Anche spudoratamente. Usciere: "Professore, può dire al Preside -quando lo vede, se lo vede(!)- che la Ditta X ha lasciato
un pacco per lui in portineria?"
- "Professore, so che lei sarà nominato commissario d'Esame nella scuola privata X, che dirige un mio caro amico. Inutile dirle che dovrà chiudere un occhio, anzi due. Mi capisce, vero?"
- "Signora, suo figlio sarà certamente bocciato. Le consiglio di chiedere il nulla osta e iscriverlo a questa scuola privata..."
- Come mai alcune scuole, situate peraltro in zone periferiche molto mal collegate, avevano sempre un alto numero di candidati privatisti agli Esami di Maturità provenienti da tutta Italia?
- Come mai molti Presidi in pensione dirigono scuole private?
- "Devo dirlo al Consiglio per correttezza (!!?) : se bocciate Rossi non si forma la classe terza!"
- "Non pubblico all'albo le convocazioni delle riunioni sindacali perché i professori le usano per non lavorare" . (E se mi denunciano basta che ricatto il personale di segreteria per dichiarare che i fax non sono mai arrivati.)
- "Le chiacchere stanno a zero. Guardate che se volete continuare a discutere riconvoco il Collegio per domani". Quando si intravede la mala parata il ricatto della riconvocazione funziona sempre nei Collegi. Sperimentato che funziona anche: "Mi sento male, devo chiudere la riunione".
- "Il prof. TalDeiTali fa tanto per la scuola. Ritengo che sarebbe opportuno assegnare a lui una delle funzioni strumentali...". Gratificazione economica per i docenti fidati, anche se incapaci. (A parte ogni giudizio sull'utilità delle funzioni strumentali)
- "Metto ai voti la mia proposta: Chi è contrario?" Mai chiedere i favorevoli, come si deve: è rischioso. Meglio contarli per differenza, così anche chi dorme o è indeciso conta a favore. (Viene il sospetto che lo insegnino ai corsi per Dirigenti)
Potrei andare avanti per ore (e chiunque potrebbe aggiungerne tante), ma ho pietà di voi (già direte: non abbastanza...).
Vorrei solo ricordare - per chiudere con la ciliegina - quel DS strapotente che arrivò a inventarsi di sana pianta e presentare in Collegio Docenti lettere (che poi si rivelarono false) del Segretario di un importante sindacato e perfino del Commissariato di zona (!!) pur di attaccare ingiustamente una docente. In quel caso però esagerò un tantino, e fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Certamente i DS devono avere gli strumenti per lavorare. Ma non possono avere sempre carta bianca. Come avrete capito, io ritengo che i Presidi non siano la parte migliore della scuola italiana. Dobbiamo cautelarci. Bisogna pensare che le leggi dello Stato valgono in tutto il territorio nazionale e non solo nelle zone dove è maggiormente possibile esercitare un controllo sull'operato dei dirigenti.
Chi sceglie di diventare Preside in qualche raro caso lo fa veramente perché gli sta a cuore il buon funzionamento della scuola. In molti casi, invece, perché è stanco del lavoro di docente (che in effetti è logorante), vuole guadagnare di più, in modo più o meno legittimo (a maggior ragione negli ultimi anni, visto che gli stipendi sono saliti alle stelle), migliorare la pensione e/o per il puro gusto del potere.
La chiamata diretta dei docenti è una pratica barbara e clientelare che ci riporta indietro nel tempo e non dà alcuna garanzia di qualità. Il problema dei docenti scansafatiche (che esistono, e purtroppo non sono rari) va affrontato in un modo diverso. Ma non si può certo colpevolmente eludere. Nè si può difendere l'assenteismo (anche se mi insospettisce il fatto che il primo obiettivo preso di mira in questi giorni sia stato proprio il Ministero della Giustizia...per via di qualche caffè. E vorrei chiedere a Brunetta e ai suoi se davvero non frequenteranno mai la Buvette del Transatlantico...)
Il problema della qualità dei docenti è invece un tema delicato, sul quale già cadde anche il Ministro Berlinguer. Non possiamo far finta di non vedere che esistono insegnanti che lavorano male. Ed esorcizzare il problema semplicemente perché è di difficile soluzione. Ma deve essere chiaro che non esistono ricette rapide, e difficilmente la questione si potrà risolvere con un provvedimento ministeriale. Che è invece l'atteggiamento che sembra trasparire dalle dichiarazioni di intenti del nuovo governo: "finalmente ora ci siamo noi" - ma non c'eravate già stati? - "basta con prodi e la sinistra, ora si fa sul serio. Siamo i più veloci del mondo e risolviamo tutto in un baleno: rifiuti, meno tasse ma più soldi, scuola, sanità: tutto funzionerà meglio e costerà di meno. Noi siamo intelligenti e nuovi; loro cretini e vecchi". Fermi un attimo. Parliamone.
2. Docenti più o meno bravi - valutazione e compensi differenziati. [Concedetemi subito una piccola licenza - una divagazione a margine. Ritengo che un docente sia "anche" (almeno in piccola parte) un uomo di spettacolo: in classe serve [anche] una certa presenza scenica per catturare l'attenzione e appassionare (per carità: non dico certo che sia la qualità principale). Secondo voi come attore è più bravo Dustin Hoffman o De Niro?]
Chi valuta gli insegnanti (e le scuole) ? E come? Vogliamo pagare di più i più "bravi"?
Qualcuno dice: è inutile nascondersi dietro un dito, tanto poi "si sa" che la scuola x / la sezione y / il prof. z sono "più bravi". Va bene, ma fin qui questi sono solo "pareri", siano pure largamente condivisi (o meno).
Come dire: compra Dash invece di Dixan, che lava meglio. Oppure la Toyota è meglio della Fiat, vai da questo medico che è bravo, si mangia bene in quel ristorantino (sarà, ma io poi ho vomitato), questo è un bel film, questo libro di testo è migliore dell'altro,...
Cosa succederebbe però se tutto ciò fosse sancito ufficialmente da una SuperCommissione di SuperEspertiQualità, i cui membri sono quelli che hanno capito veramente tutto della vita (?) ?
Il prof. Aristogitone (ricordate Alto Gradimento?) insegna nel corso A. Ed è il più bravo del Liceo "Primo Migliore", secondo i SuperEspertiQualità, ve lo assicura la Gelmini. Infatti guadagna il doppio del prof. Sfigatini, che insegna nel corso Z.
La mamma dell'alunno Genietti lo iscrive alla scuola "Primo Migliore", che secondo i SuperEspertiQualità è la migliore della città (lasciamo da parte il problema del bacino d'utenza, per semplicità). Chiede il corso A. Scopre (ma no?) che il corso A è molto richiesto, più del corso Z (chi l'avrebbe mai detto!). La scuola è costretta a estrarre a sorte. Genietti finisce in Z, con Sfigatini. Come passeranno l'anno scolastico gli alunni della sezione Z , che sanno di
frequentare un corso "ufficialmente" ritenuto di serie B? Sfigatini (che in realtà è un'ottima persona) alla fine dell'anno vorrebbe bocciare Genietti, che non va oltre il 4 (e che detto tra noi è un asino patentato e sfaticato). La mamma va dal Preside (che ora guadagna 10 volte quanto Aristogitone e 20 volte Sfigatini) e dice che l'alunno va male perché Sfigatini è un incapace: se fosse stato con Aristogitone avrebbe certamente 8 o 9 in Matematica. Il Preside va da Sfigatini e gli dice: "Promuovi Genietti o ti licenzio" (la "chiamata diretta" è anche il preludio alla "silurata diretta"). Domanda: che fareste voi se foste Sfigatini?
La Storia finisce così: agli Esami di Stato gli alunni di Aristogitone vanno malissimo, ma sono comunque tutti promossi. Gli alunni di Sfigatini - nella stessa commissione - fanno invece mediamente un'ottima figura, ma i voti vengono in qualche "riequilibrati", dopo l'appassionato intervento dei membri interni della sez. A che rivendicano che un esame di 50 minuti non può cancellare un'intera brillante carriera scolastica nella sezione migliore della scuola migliore.
La mamma di Genietti, che è rappresentante dei genitori in CdI ed il cui marito è un ricco professionista, per risolvere il problema del figlio propone che le famiglie che vogliono iscrivere i pargoli nei corsi migliori paghino alla scuola un cospicuo supplemento di tasse scolastiche. Chi si "accontenta" della sez. Z paga di meno. Il DS ha detto che ci penserà seriamente. Il prof. Vetero, membro del CdI, chiede: "Ma così non stiamo privatizzando la scuola pubblica, discriminando per censo?". Il DS risponde: "Ad ognuno secondo le proprie capacità: è il nuovo motto! Prof. Vetero, se questo non le piace può sempre chiedere il trasferimento!". E rende infine noto al CdI che anche l'anno prossimo il Liceo "Primo Migliore" avrà un contributo statale altissimo (più di ogni altra scuola) per aver ottenuto un risultato eccezionale: 100% di promossi in tutte le classi.
[Un unico vantaggio: ci risparmieremmo le riunioni per le nuove adozioni deil ibri di testo. Ovvio: la scelta è obbligata: il primo testo della lista ufficiale pubblicata dalla Commissione SuperEspertiQualità]
Allora: attendiamo le mosse, e va bene. Attenzione però: l'entropia dell'universo aumenta inesorabilmente e non tutte le trasformazioni sono reversibili. Il compito dunque sembra essere quello di remare sempre contro corrente. Allora meglio cominciare a farlo prima che si prenda troppa velocità. No?
In bocca al lupo!
lunedì 22 giugno 2009
il signore dei bidelli
e a proposito di valutazione, credo che per avere una valutazione estremamente obiettiva ed efficace su noi insegnanti basterebbe chiedere ai "bidelli".
domenica 21 giugno 2009
invalid INVALSI
il 18 giugno si è svolta la prova nazionale di italiano e matematica, per tutti gli studenti di terza media, prova fornita direttamente dall'INVALSI per tutto il territorio nazionale. una prova analoga era stata data anche l'anno scorso, ma in via un po' sperimentale, lasciando libere le commissioni di valutarla o meno ai fini del voto dell'esame. quest'anno la cosa si è fatta un po' più seria: il punteggio della prova (determinato da un'apposita griglia che il ministero, bontà sua, questa volta ha fornito) verrà trasmesso anche all'INVALSI ed concorrerà alla valutazione finale. gli insegnanti temono che serva a valutare gli apprendimenti, la scuola e, di riflesso, loro stessi. e sono entrati un po' nel panico. già l'anno scorso pare che ci sia stato qualche aiutino in qualche scuola, per rassicurare gli studenti, per non fare brutta figura... chissà. quest'anno le cose non sembra siano cambiate, almeno a sentire i miei colleghi.
...da mia moglie la dirigente ha ordinato di dettare le risposte (naturalmente lo ha fatto in modo velato, dando ufficialmente l'impressione di voler evitare i sotterfugi, ma condendo il tutto con tanti ma che si capiva benissimo quello che voleva) e così si è fatto, naturalmente sempre con tatto.
...una ragazzina intervistata a Radio3 è uscita molto emozionata e soddisfatta dalla prova dicendo che comunque gli insegnanti non li hanno lasciati soli nelle difficoltà.
...Se si ventila l'idea - e l'dea è ventilata - che i finanziamenti alle scuole siano collegati a tali prove di verifica il problema è serio. Occorre svincolare le questioni di una rilevazione oggettiva (sacrosanta) da quella più generale del suo uso.
...ieri ho trascorso un torrido pomeriggio a ripetere 1742 volte A, B, B, C, D, A, D, Ancona, Domodossola, Como, Bologna, Bologna, Ancona, 0, 1, 2, Domodossola, .... alla mia collega di lettere che anneriva pallini su apposite schede predisposte dall'INVALSI per la raccolta dei dati (per la verità, abbiamo fatto a turno ad annerire perché dopo un po' i pallini tendevano ad assumere vita propria e ballavano festosi, beati loro, sulla scheda!)
questi sono alcuni commenti da varie mail, altri, riguardanti prevalentemente la prova di matematica, si trovano qui.
Quindi siamo a questo.
Le prove proposte dall'insegnante medesimo si fanno seriamente e gli studenti hanno paura, anche se nessuno boccia. Invece le prove che giungono da Roma, qualunque siano, fanno paura più che altro ad insegnanti e presidi. Tutti uniti contro la minaccia, si copi e si detti. Ha del miracoloso la spontaneità dell'alleanza suscitata in simili occasioni dal pericolo esterno.
Pazienza se così si compromette proprio la principale funzione di questa prova: comparare i risultati nelle proprie classi con riferimenti locali e nazionali, favorire l'autovalutazione delle scuole...
Il dubbio è: meglio disporre di informazioni statistiche distorte, potenzialmente fuorvianti (non accidentalmente o uniformemente, ma in maniera sistematica e contraria agli esiti in condizioni corrette: la probabilità di comportamenti fraudolenti è ovviamente negativamente correlata alla qualità dell'insegnante), oppure meglio non averne affatto (perlomeno non costa nulla, né per costruire e somministrare la prova, né per cercare di scorporare a posteriori gli effetti da "teacher cheating" o l'omissione di vigilanza)?