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giovedì 29 ottobre 2009

riforme dei miei stivali

stamattina andando a scuola ho sentito la marystar a radioanch'io (fortuna che non vado più a jesolo, quindi ho solo una ventina di minuti di strada da fare). e si riempiva la bocca con le scemenze sulla "sua" nuova riforma dell'università (tra l'altro doveva averla studiata molto bene perché rispondeva agli ascoltatori con le stesse identiche parole che aveva usato un attimo prima per illustrarla). due cose al volo, tra quelle che ha detto e che mi hanno fatto rivoltare le budella:
il merito (ancora!): ma proprio lei parla? lei che ha fatto l'esame a reggio perché a brescia non ce la faceva? e che non si sa bene per quali meriti sia ministro (o si sa, ma non si dice, certe cose escono ufficialmente solo per marrazzo)
i rettori che restano in carica solo otto anni: e perché i parlamentari invece restano lì sulle loro cadreghe e vita?
e non dico altro. il resto è silenzio, che è meglio.

domenica 6 settembre 2009

merito, carriera e poteri al DS, un fantaracconto

ci ho messo un po' ma sono riuscita a trovare un post scritto il 22 maggio 2008 da un mio collega della lista fondanimat di google groups. spero che non me ne voglia se la pubblico. mi ha fatto molto ridere (amaramente) allora ma è attualissima.

1. Più poteri ai Presidi/DS (ancora?).
Insegno nelle scuole superiori dal 1976. Ho conosciuto direttamente e indirettamente una gran quantità di Presidi. Posso onestamente rassicurare qualche scettico che esistono davvero Presidi in gamba. Un paio forse a Roma. Merce rara. (Nessuno si offenda, per favore). Potrei però citare la valanga di situazioni ben diverse vissute in varie scuole: molte sono note ai più, alcune solo ai diretti interessati:
- "20 %" era il soprannome con cui le ditte appaltatrici chiamavano (indispettite) quello che 'ingiustamente' chiedeva il doppio della media degli altri per favorirle. Anche spudoratamente. Usciere: "Professore, può dire al Preside -quando lo vede, se lo vede(!)- che la Ditta X ha lasciato
un pacco per lui in portineria?"
- "Professore, so che lei sarà nominato commissario d'Esame nella scuola privata X, che dirige un mio caro amico. Inutile dirle che dovrà chiudere un occhio, anzi due. Mi capisce, vero?"
- "Signora, suo figlio sarà certamente bocciato. Le consiglio di chiedere il nulla osta e iscriverlo a questa scuola privata..."
- Come mai alcune scuole, situate peraltro in zone periferiche molto mal collegate, avevano sempre un alto numero di candidati privatisti agli Esami di Maturità provenienti da tutta Italia?
- Come mai molti Presidi in pensione dirigono scuole private?
- "Devo dirlo al Consiglio per correttezza (!!?) : se bocciate Rossi non si forma la classe terza!"
- "Non pubblico all'albo le convocazioni delle riunioni sindacali perché i professori le usano per non lavorare" . (E se mi denunciano basta che ricatto il personale di segreteria per dichiarare che i fax non sono mai arrivati.)
- "Le chiacchere stanno a zero. Guardate che se volete continuare a discutere riconvoco il Collegio per domani". Quando si intravede la mala parata il ricatto della riconvocazione funziona sempre nei Collegi. Sperimentato che funziona anche: "Mi sento male, devo chiudere la riunione".
- "Il prof. TalDeiTali fa tanto per la scuola. Ritengo che sarebbe opportuno assegnare a lui una delle funzioni strumentali...". Gratificazione economica per i docenti fidati, anche se incapaci. (A parte ogni giudizio sull'utilità delle funzioni strumentali)
- "Metto ai voti la mia proposta: Chi è contrario?" Mai chiedere i favorevoli, come si deve: è rischioso. Meglio contarli per differenza, così anche chi dorme o è indeciso conta a favore. (Viene il sospetto che lo insegnino ai corsi per Dirigenti)
Potrei andare avanti per ore (e chiunque potrebbe aggiungerne tante), ma ho pietà di voi (già direte: non abbastanza...).
Vorrei solo ricordare - per chiudere con la ciliegina - quel DS strapotente che arrivò a inventarsi di sana pianta e presentare in Collegio Docenti lettere (che poi si rivelarono false) del Segretario di un importante sindacato e perfino del Commissariato di zona (!!) pur di attaccare ingiustamente una docente. In quel caso però esagerò un tantino, e fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Certamente i DS devono avere gli strumenti per lavorare. Ma non possono avere sempre carta bianca. Come avrete capito, io ritengo che i Presidi non siano la parte migliore della scuola italiana. Dobbiamo cautelarci. Bisogna pensare che le leggi dello Stato valgono in tutto il territorio nazionale e non solo nelle zone dove è maggiormente possibile esercitare un controllo sull'operato dei dirigenti.
Chi sceglie di diventare Preside in qualche raro caso lo fa veramente perché gli sta a cuore il buon funzionamento della scuola. In molti casi, invece, perché è stanco del lavoro di docente (che in effetti è logorante), vuole guadagnare di più, in modo più o meno legittimo (a maggior ragione negli ultimi anni, visto che gli stipendi sono saliti alle stelle), migliorare la pensione e/o per il puro gusto del potere.
La chiamata diretta dei docenti è una pratica barbara e clientelare che ci riporta indietro nel tempo e non dà alcuna garanzia di qualità. Il problema dei docenti scansafatiche (che esistono, e purtroppo non sono rari) va affrontato in un modo diverso. Ma non si può certo colpevolmente eludere. Nè si può difendere l'assenteismo (anche se mi insospettisce il fatto che il primo obiettivo preso di mira in questi giorni sia stato proprio il Ministero della Giustizia...per via di qualche caffè. E vorrei chiedere a Brunetta e ai suoi se davvero non frequenteranno mai la Buvette del Transatlantico...)
Il problema della qualità dei docenti è invece un tema delicato, sul quale già cadde anche il Ministro Berlinguer. Non possiamo far finta di non vedere che esistono insegnanti che lavorano male. Ed esorcizzare il problema semplicemente perché è di difficile soluzione. Ma deve essere chiaro che non esistono ricette rapide, e difficilmente la questione si potrà risolvere con un provvedimento ministeriale. Che è invece l'atteggiamento che sembra trasparire dalle dichiarazioni di intenti del nuovo governo: "finalmente ora ci siamo noi" - ma non c'eravate già stati? - "basta con prodi e la sinistra, ora si fa sul serio. Siamo i più veloci del mondo e risolviamo tutto in un baleno: rifiuti, meno tasse ma più soldi, scuola, sanità: tutto funzionerà meglio e costerà di meno. Noi siamo intelligenti e nuovi; loro cretini e vecchi". Fermi un attimo. Parliamone.

2. Docenti più o meno bravi - valutazione e compensi differenziati. [Concedetemi subito una piccola licenza - una divagazione a margine. Ritengo che un docente sia "anche" (almeno in piccola parte) un uomo di spettacolo: in classe serve [anche] una certa presenza scenica per catturare l'attenzione e appassionare (per carità: non dico certo che sia la qualità principale). Secondo voi come attore è più bravo Dustin Hoffman o De Niro?]
Chi valuta gli insegnanti (e le scuole) ? E come? Vogliamo pagare di più i più "bravi"?
Qualcuno dice: è inutile nascondersi dietro un dito, tanto poi "si sa" che la scuola x / la sezione y / il prof. z sono "più bravi". Va bene, ma fin qui questi sono solo "pareri", siano pure largamente condivisi (o meno).
Come dire: compra Dash invece di Dixan, che lava meglio. Oppure la Toyota è meglio della Fiat, vai da questo medico che è bravo, si mangia bene in quel ristorantino (sarà, ma io poi ho vomitato), questo è un bel film, questo libro di testo è migliore dell'altro,...
Cosa succederebbe però se tutto ciò fosse sancito ufficialmente da una SuperCommissione di SuperEspertiQualità, i cui membri sono quelli che hanno capito veramente tutto della vita (?) ?
Il prof. Aristogitone (ricordate Alto Gradimento?) insegna nel corso A. Ed è il più bravo del Liceo "Primo Migliore", secondo i SuperEspertiQualità, ve lo assicura la Gelmini. Infatti guadagna il doppio del prof. Sfigatini, che insegna nel corso Z.
La mamma dell'alunno Genietti lo iscrive alla scuola "Primo Migliore", che secondo i SuperEspertiQualità è la migliore della città (lasciamo da parte il problema del bacino d'utenza, per semplicità). Chiede il corso A. Scopre (ma no?) che il corso A è molto richiesto, più del corso Z (chi l'avrebbe mai detto!). La scuola è costretta a estrarre a sorte. Genietti finisce in Z, con Sfigatini. Come passeranno l'anno scolastico gli alunni della sezione Z , che sanno di
frequentare un corso "ufficialmente" ritenuto di serie B? Sfigatini (che in realtà è un'ottima persona) alla fine dell'anno vorrebbe bocciare Genietti, che non va oltre il 4 (e che detto tra noi è un asino patentato e sfaticato). La mamma va dal Preside (che ora guadagna 10 volte quanto Aristogitone e 20 volte Sfigatini) e dice che l'alunno va male perché Sfigatini è un incapace: se fosse stato con Aristogitone avrebbe certamente 8 o 9 in Matematica. Il Preside va da Sfigatini e gli dice: "Promuovi Genietti o ti licenzio" (la "chiamata diretta" è anche il preludio alla "silurata diretta"). Domanda: che fareste voi se foste Sfigatini?

La Storia finisce così: agli Esami di Stato gli alunni di Aristogitone vanno malissimo, ma sono comunque tutti promossi. Gli alunni di Sfigatini - nella stessa commissione - fanno invece mediamente un'ottima figura, ma i voti vengono in qualche "riequilibrati", dopo l'appassionato intervento dei membri interni della sez. A che rivendicano che un esame di 50 minuti non può cancellare un'intera brillante carriera scolastica nella sezione migliore della scuola migliore.
La mamma di Genietti, che è rappresentante dei genitori in CdI ed il cui marito è un ricco professionista, per risolvere il problema del figlio propone che le famiglie che vogliono iscrivere i pargoli nei corsi migliori paghino alla scuola un cospicuo supplemento di tasse scolastiche. Chi si "accontenta" della sez. Z paga di meno. Il DS ha detto che ci penserà seriamente. Il prof. Vetero, membro del CdI, chiede: "Ma così non stiamo privatizzando la scuola pubblica, discriminando per censo?". Il DS risponde: "Ad ognuno secondo le proprie capacità: è il nuovo motto! Prof. Vetero, se questo non le piace può sempre chiedere il trasferimento!". E rende infine noto al CdI che anche l'anno prossimo il Liceo "Primo Migliore" avrà un contributo statale altissimo (più di ogni altra scuola) per aver ottenuto un risultato eccezionale: 100% di promossi in tutte le classi.

[Un unico vantaggio: ci risparmieremmo le riunioni per le nuove adozioni deil ibri di testo. Ovvio: la scelta è obbligata: il primo testo della lista ufficiale pubblicata dalla Commissione SuperEspertiQualità]

Allora: attendiamo le mosse, e va bene. Attenzione però: l'entropia dell'universo aumenta inesorabilmente e non tutte le trasformazioni sono reversibili. Il compito dunque sembra essere quello di remare sempre contro corrente. Allora meglio cominciare a farlo prima che si prenda troppa velocità. No?
In bocca al lupo!


venerdì 4 settembre 2009

meritiamo ancora qualcosa...

nel post di ieri mi è rimasta fuori qualche questione (anzi tante ma devo piantarla di scrivere qui e darmi da fare con le tesine, ostrega!). due righe sole perché non posso sempre sproloquiare dallo scorfano...
merito, di cui ieri ho parlato ma tralasciando quello degli studenti. sarei tentata di dire che tanto non ce n'è molto, ma lasciamo perdere. premetto che vale lo stesso discorso di ieri: in sostanza, non c'è nessun merito nel fare il proprio dovere. se si sceglie di andare a scuola si studia, se no vai ad arare i campi, che fra parentesi è un lavoro bellissimo. come dice Lucio Russo (ingiustamente odiato da tanti, soprattutto a sinistra, perché ha il coraggio di dire pane al pane), non è che dobbiamo essere tutti dottori. e se sei a scuola non è che fai il tuo dovere prendendo tutti sei per il rotto della cuffia, devi imparare bene, diciamo almeno da sette... e con questo arriviamo alle eccellenze, che in mancanza di merito sono ben rare, ma che dovremmo valorizzare... diamogli una borsa di studio, permettiamogli di frequentare l'università, che altro si deve fare? (ma ci sono fondi? nella mia scuola professionale c'è qualcuno di meno peggio degli altri, che magari vorrebbe andare all'università, ma ha un sacco di problemi con i test d'ingresso. volevo organizzare dei corsi di preparazione per loro, ne erano entusiasti, ma il mio preside non mi ha finanziata... vabbè, non sono eccellenze ma eccezioni, però...)
ancora una volta il problema è mal posto, soprattutto grazie a quelli che del merito si inebriano.
più che valorizzare le eccellenze dovremmo fare in modo di capire le individualità. ne ho scritto qui e anche qui. da un punto di vista e per una storia completamente personali, è vero, ma come mio figlio ce ne sono migliaia.
ripeto: dobbiamo mettere tutti in condizione di essere promossi ma dopo averlo fatto non dobbiamo avere paura di bocciare perché solo così metteremo in risalto il merito. promuovere tutti per paura dei ricorsi, perché se no sballano le statistiche sul successo scolastico degli alunni, perché "sì, non ha le competenze ma ha socializzato con i compagni" e quanto di più deleterio possiamo fare per i nostri alunni.
il problema sono i sommersi non i salvati. e capire perché affogano.

P.S. mio figlio è stato bocciato, quest'anno, in prima liceo. e la bocciatura ci stava tutta. se la meritava.

lunedì 15 giugno 2009

meriti e utilità

non amo particolarmente Giorgio Israel, ma mi sento quasi totalmente d'accordo con quanto scrive sul merito.
così come sono contenta che finalmente qualcuno abbia trovato il coraggio di dire che insegnare l'utile non serve a niente.
probabilmente verranno tacciate come idee di destra, da certa sinistra che ci gira intorno e ci marcia in modo losco. ma a me l'idea che veniamo valutati dai presidi a seconda di quanti progetti sul tango argentino abbiamo fatto... francamente mi ripugna.
così come sono stanca di sentirmi dire che devo spiegare a cosa serve tutto quello che spiego. le cose si imparano perché è proprio l'imparare che serve. continuiamo a pensare che dobbiamo insegnare quel che serve nel mondo del lavoro senza pensare che quando gli studenti saranno diventati lavoratori probabilmente le cose utili, finalizzate, specifiche che avranno imparato, saranno vecchie. invece uno studente che sa imparare non avrà mai problemi.
stiamo facendo morire la cultura e stiamo creando tanti piccoli automini, capaci solo di guardare la tv e avvitare sempre la stessa vite...
ma già, gli automini sono più comodi. mica pensano...