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mercoledì 5 gennaio 2011

oggi no

mamma, ti dispiace tanto se oggi non preparo la pinza?
sono a casa da sola. Giulia è a Jesolo, Nichi a Roma con una sua amica, Paolo è con lo stronzo suo padre...
è probabile che non vedrò nessuno fino a dopodomani. l'unico contatto col mondo saranno sms, blog, mail e fb.
cosa la preparo a fare?
ti prometto che la faccio sabato e che per darmi una botta di vita invito anche qualcuno a cena, così mi aiutano a mangiarla, ma oggi passo, d'accordo? non mi apparirai in sonno stanotte a sgridarmi?

venerdì 10 settembre 2010

dieci cose

Ipazia passa il testimone e lo raccolgo. anche perché mi ricorda il vecchio Cuore.
dunque, dieci cose per le quali vale la pena di vivere. che bel problema...
  1. i miei figli
  2. i miei cani*
  3. l'adagio del concerto per pianoforte e orchestra di Ravel
  4. "Viaggi" di Crichton
  5. Due per la strada
  6. le notti di maggio a Rovigno
  7. le librerie
  8. vederlo sul lastrico, solo e dimenticato dai suoi figli
  9. perdere 25 chili
  10. cucinare per gli amici
*e con questo, visto che i figli sono tre e i cani due, potrei essermi giocata le prime cinque cose...

martedì 6 luglio 2010

finita

almeno questi esami sono finiti... basta ponti, basta vaporetti soffocanti, caldo umido e afoso, alzatacce alle 5 di mattina, ragazzi che portano il fascismo e si collegano con cose a caso (ne avrebbero, di collegamenti da fare, ultimamente...) e che non sanno parlare e pensare... basta colleghi che confondono l'interrogare con il pontificare, basta verbali che spuntano all'ultimo momento, orari delle due sezioni da far coincidere, chiavette da estrarre senza che si danneggino e firme, sigle, voti e giudizi da riscrivere innumerevoli volte. abbiamo chiuso i plichi, apposto due (2) sigilli di ceralacca col timbro della scuola, affisso i voti all'albo, e siamo andati via. qualche collega non lo rivedrò più, altri forse l'anno prossimo. però ho guadagnato un amico di matita, very british...
sono stravolta dal sonno e dalla stanchezza e ieri ho perso la pazienza con le mie figlie. per futili motivi che non so nemmeno ricostruire, ma mi ha fatto male. di fondo c'è il fatto che oggi hanno passato la giornata con il loro padre, e la cosa mi rode, sì, mi rode, devo sentirmi un verme per questo?

giovedì 29 aprile 2010

dentro la famiglia

scrive oggi Lidia Ravera sull'Unità:

Chiunque sia sopravvissuto alla sua infanzia», diceva Flannery O’ Connor, grande narratrice nordamericana del sud, «ha di che scrivere un romanzo«. Era cattolica, appassionatamente credente, eppure lo vedeva, il male annidato nelle relazioni famigliari. La contiguità coatta, la reciproca dipendenza... e quel vedersi da vicino, tutti i giorni, che impedisce di illudersi sulle perfezioni dell’altro. La famiglia, spesso, è il luogo fisico della massima sciatteria relazionale: non ti trucchi e non ti vesti e non cerchi la luce migliore, per cenare con tuo marito. Non ascolti e non parli con i tuoi figli come parli e ascolti un’amica. Non metti in atto strategie seduttive, non dai il meglio di te. Il fatto che i genitori non te li sei scelti, che «ti sono capitati», spinge spesso i giovani a considerare quelli famigliari come rapporti gratuiti, per i quali non c’è bisogno di sforzarsi, di ricambiare favori o di provare gratitudine. Il fatto che i figli sono «tuoi» spinge spesso gli adulti a privilegiarli acriticamente, a esaltarli, a negare difetti e problemi per fare bella figura. Potrei continuare. Il primo gesto politico della mia vita è stato, nel mio liceo occupato, nel 1968, un seminario dal titolo «contro la famiglia». Niente di personale, ma l’ho sempre considerata un «luogo a rischio». Anche in assenza di patologie. Negli ultimi anni, poi, la faticosa normalità cede spesso alla violenza. Dicono che succedeva anche prima, ma adesso se ne parla. Se ne parla, infatti, ma quando è troppo tardi. Quando uomini spaventati dall’affermarsi della libertà femminile usano pugni, calci, coltelli e fucili contro le donne che non li vogliono più. Quando padri, fratelli, mariti esercitano sul corpo di figlie, sorelle, mogli un diritto che non esiste: prendersi un piacere non reciproco. Bisogna guardarci dentro, alla famiglia. Scoprire che cosa contiene. Quali affetti, quali malattie. Senza retorica.
 
credo che dovrei farlo anch'io...

domenica 4 aprile 2010

pasqua a casa

oh, finalmente da sola! figlio, figlie e morosi sono fuori dai piedi e io mi godo la pace a casa. ultimamente sono diventati un po' invadenti, sono sempre qui, tutti i pomeriggi e le sere, a farmi compagnia probabilmente, secondo loro... in realtà io starei bene anche da sola, a guardarmi annozero o la gabbanelli senza le loro chiacchiere di sottofondo. finisce che mi sento ospite a casa mia. che è diventata un po' un albergo, in finale: vengono i morosi, si fermano a cena, a dormire... per carità, sono io che ho incoraggiato questo comportamento dicendo che preferivo averli a casa piuttosto che in giro chissà dove... ma accidenti, quel che è troppo è troppo. 
che poi mi sento davvero un po' spaesata: per quanto io li ami tantissimo, sono ragazzi e si comportano da ragazzi, e il mio desiderio di avere attorno adulti normopensanti rimane un  po' frustrato... insomma vorrei parlare anche con degli adulti di cose da adulti. chiedo troppo?

venerdì 5 febbraio 2010

cpt scuola

insomma, credevo che la mia scuola fosse il bronx, ma vedo che sia LGO sia lanoisette (e basta leggere i commenti per trovare altre esperienze) hanno problemi simili ai miei. rappresentiamo un campione significativo? beh, un liceo, una media, un professionale: tre sole scuole, d'accordo, prese a casaccio, ma temo che rispecchino abbastanza fedelmente la realtà generale...
il mio problema, in classe, non è tanto insegnare la matematica, quanto un minimo di regole di convivenza civile. lo metterò fra gli obiettivi didattci, un giorno o l'altro (in quelle relazioni che nessuno legge mai): che restino vivi fino alla fine dell'anno.
nell'ultima settimana gli alunni della mia scuola hanno spalmato le pareti dei bagni con vilascioimmaginarecosa. ieri invece, con quel poveretto alle prime armi che mi sostituisce, hanno fatto una palla di carta, l'hanno spruzzata ben bene di profumo e poi le hanno dato fuoco.
ho un alunno che da qualche mese ha due sole modalità di comportamento: o dorme o rompe le balle a tutti. quasi nessuno è capace di restare seduto dall'inizio alla fine dei 50 minuti di lezione. se li rimproveri ti mandano serenamente a cagare (o in altri luoghi a scelta, secondo l'ispirazione del momento). se gli metti una nota se ne fregano, se li sospendi anche. paradossalmente, frequentano con assiduità, anche quando c'è la neve, o qualche sciopero, perché, essenzialmente, non sanno dove altro andare. e i genitori li mandano puntualmente a scuola, pur sapendo che non combinano nulla di buono, almeno a scuola sono al sicuro (e non rompono le balle a casa).
ecco, per molti alunni e per le loro famiglie (quando ci sono) la scuola è un centro di permanenza temporaneo.
ora, con tutta la comprensione possibile (sono mamma, prima di tutto, è quella la mia natura), che devo fare con questi poveri bambini sperduti? non sono certificati, non hanno il sostegno, spesso non hanno alle spalle una famiglia degna di questo nome, non hanno competenze, né conoscenze, non hanno voglia di imparare e non sanno quale sia l'importanza della cultura. ma quello che mi spaventa di più è che non hanno la consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni. ma se non sanno quello che ho spiegato e rispiegato, semplificando all'osso e ripetendo infinite volte, non posso che prenderne atto e mettere votacci. perché non sono la loro mamma ma la prof di matematica.
ora è tempo di scrutini e di voti, appunto, compresi quelli di condotta, potente mezzo messoci a disposizione dalla mary* per contrastare gli indisciplinati. a quanto ho sentito nessuno si è sognato di cambiare i miei tre (congruenti ai criteri stabiliti dal pof, savasandire) e stanno piovendo sei e cinque in condotta con allegate sospensioni (anche fino a due settimane). che dire? godo un po', lo confesso. mi tormentano da quattro mesi, un po' di vendetta ci sta bene. ma cosa risolviamo?
mi ha fatto riflettere la sentenza di quei giudici che hanno condannato i genitori per non aver educato adeguatamente i figli. lo trovo giusto. discutibile ma giusto, tutto sommato. forse dovremmo anche noi arrivare a qualcosa del genere suppongo che in tutte le scuole i genitori abbiano firmato il patto educativo di corresponsabilità. perché non chiedere un sostanzioso risarcimento ai genitori latitanti in educazione? risaneremmo il bilancio delle scuole...
occhèi, forse esagero. ma così non si può andare avanti. dobbiamo fare qualcosa.

intanto la mary* ha varato il suo ridisordino delle superiori. ma questa è un'altra storia, e si dovrà raccontare...


aiuto!!!

è passata una settimana. SOLO una settimana... che palle! intanto devo dormire con quel coso attaccato al braccio: la prima notte mi sono addormentate all'alba, per sfinimento, seduta. ora ho cominciato a trovare una posizione decente, ma mi servono 5 cuscini diversi, e tenere il libro in mano per leggere è un'impresa. non posso fare molto se non cazzeggiare al computer ma usare il mouse con la sinistra e scrivere con una mano sola mi rallenta tutto il lavoro...
i miei figlioli mi stanno aiutando un sacco, ma ho dovuto cedere il bancomat per fare le spese e mi arrivano a casa con un sacco di cose che non servono...

e intanto la mary è arrivata con la sua riforma epocale...
questo mi fa stare anche peggio. ma di scuola parlerò domani.

mercoledì 11 novembre 2009

san martino


credo sia la prima volta in tanti anni (da quando Giulia era piccola, quindi una ventina, almeno) che non preparo il san martino di pasta frolla da mangiare stasera... e non dico altro.







upgrade: in realtà, nei commenti c'è altro...

martedì 3 novembre 2009

c'è grossa crisi...

attenzione: questo è un post di lamentazioni noiose. chi legge lo fa a suo rischio e pericolo. poi non dite che non vi avevo avvisati.

stavo meditando ieri ad un post con l'elenco di tutti i miei guai, ma temevo di essere noiosa. Thumper mi ha dato il la, quindi mi sento autorizzata a procedere.
ho già avuto modo di dedicare qualche post all'ex, che al momento non dà segni di sé o quasi, tanto che non viene nemmeno a prendere suo figlio una volta alla settimana, come dovrebbe, solo un weekend ogni due. da lui avanzo migliaia di euro, ma ha liquidato le mie richieste dicendo che penso solo ai cani e non ai figli. quindi su di lui stendiamo un velo pietoso.
a scuola sto facendo due ore in più (e da questo mese altre due al serale) ma soldi non ne vedo, per ora, forse in dicembre: la segreteria ha mandato le carte al tesoro con un po' di ritardo (che si provino a chiedermi le programmazioni... ).
due anni fa, assieme ad altri colleghi, ho vinto un ricorso (sentenza passata in giudicato nel luglio 2007) che condanna lo stato a pagare gli arretrati dell'indennità integrativa speciale sulle ore eccedenti. avanzo un migliaio di euro anche da lì, ma sono passati più di due anni e non vedo nulla.
nel frattempo sono indietro con due rate della carta di credito, una bolletta della telecom, una dell'acqua e quella della spazzatura e ho circa un centinaio di euro per durare da qui alla fine del mese (beh, fino al 20, circa, poi arriva).
ah, dimenticavo: per colpa dell'ex e della sua stronzaggine, dovrò pagare 800 euro di multa sulle tasse: gli avevo detto che avrei tenuto i figli al 100% sulla mia dichiarazione, ma senza dirmi nulla se li è messi anche lui, quindi devo restituire (con multa e interessi) il maltolto (e temo di non poter usufruire dello scudo fiscale).
fin qui le questioni economiche, perché se le tasche piangono le ossa non ridono.
ho passato il fine settimana piegata in due dal mal di schiena. oggi mi sono fatta forza e sono andata a scuola, ma è stata un'impresa. la spalla con i tendini rotti mi sta facendo impazzire, ma ancora non mi chiamano per l'operazione. in compenso ho un groppo sul dorso della mano destra (tunnel carpale? artrite?) che mi fa un male cane. non riesco a svitare i vasetti, pelare patate e carote, scrivere alla lavagna è doloroso e per cancellare devo usare la sinistra. dormo malissimo, mi sveglio ogni due o tre ore e per riaddormentarmi devo leggere fino allo sfinimento, altrimenti in testa mi turbinano bollette e creditori.
ah, non ho dolori mestruali: sono in menopausa. quindi tutte le correnti d'aria sono mie, con conseguenti tossi frequenti e fastidiose.
ma, come dice nichi, c'è di peggio. almeno i miei figli stanno bene e sono svegli.
però sono davvero stufa di avere un sacco di rogne. vorrei tanto avere un adulto normopensante, per casa, un angelo custode, qualcuno a cui raccontare i miei guai e da cui avere aiuto. con cui condividere le paranoie, i pensieri, i guai e magari anche i debiti.

sabato 26 settembre 2009

mi sento un po' alterata

allora, cercherò di dirlo con calma... a me 'sto benedetto papa non piace proprio. non mi piacciono le sue babucce coi ricamini, le mantelline bordate di pelliccetta, gli abiti tutti pieni di rosso e d'oro. non mi piace quello che dice e come si presenta, il suo padre accompagnatore tutto tirato a lustro e più elegante di lui. non mi piace l'indirizzo che sta dando alla chiesa, la svolta all'indietro persino rispetto a quello che l'ha preceduto. rimpiango papa Luciani e qualche volta mi domando cosa sarebbe la chiesa se lui fosse vissuto a lungo. non che fosse farina da far ostie, ma una bella scossa gliel'avrebbe data. lo vedevi e sembrava di poterlo stendere con un soffio, ma era come una quercia, sotto sotto, e dolcissimo... ma vabbè, lasciamo stare. di solito quando compare alla tv cambio canale e idem per i giornali. però stavolta mi tocca da vicino.
senta, santo padre, a parte che l'unica cosa che si è allargata nella mia famiglia, dopo la separazione dall'ex, sono io. a parte che lei non si può permettere di venire a sindacare quello che succede nelle famiglie di separati e divorziati e se i figli stanno meglio così o quando i genitori si guardavano in cagnesco tutto il tempo. mi risulta cha la sacra rota sciolga parecchie unioni, pagando, allora perché non la chiude? a parte che, se ha tanto a cuore la sorte dei bambini, potrebbe preoccuparsi di tutti quelli che muoiono di fame, vendersi un po' di cappottini con pelliccia (che spero ecologica, perché immagino che lei ami tutte le creature di dio e quindi anche gli animali) e sfamarne un pochi. a parte che mi dà proprio fastidio che lei continui a pensare che noi ci separiamo e poi è come se non fosse successo nulla. lo strazio del cuore che si spezza (perché si spezza davvero, sa? e dentro rimane un buco e si sente soffiare il vento) lei dove lo mette? se non fosse per evitare uno starzio ben maggiore ai nostri figli, crede che lo faremmo? a parte che ci sottovaluta se pensa che da genitori single (padri o madri) non siamo capaci di dare ai nostri figli l'amore di cui hanno bisogno. a parte questo e un sacco di altre cose... ma quello che mi fa più specie è che la traduzione di qualche passo del suo discorso nel sito di radio vaticana parla della mancanza dei padri che danneggia i figli. parla di "uno stato di fragilità in cui si consuma il dramma di tante creature private dell’appoggio del padre", dei bambini di queste famiglie che si sentono "orfani non perchè sono figli senza padri ma perchè sono figli con troppi padri". il suo discorso originale è in portoghese, ma persino io con un banale traduttore on line ho capito che c'è uno sbaglio... gentilmente, ricordi ai suoi traduttori ufficiali che, come hanno detto due suoi illustri predecessori (Roncalli e Luciani), Dio è madre. e sono convinta che adesso avrebbe una gran voglia di scendere quaggiù a toglierle il suo bel camauro rosso e tirarle le orecchie.

P.S. a grande richiesta (contento Rug?) ho tolto la foto del benedetto papino... la trovate nel link del suo cappello, ma attenti: è roba per stomaci forti...