mercoledì 5 gennaio 2011

oggi no

mamma, ti dispiace tanto se oggi non preparo la pinza?
sono a casa da sola. Giulia è a Jesolo, Nichi a Roma con una sua amica, Paolo è con lo stronzo suo padre...
è probabile che non vedrò nessuno fino a dopodomani. l'unico contatto col mondo saranno sms, blog, mail e fb.
cosa la preparo a fare?
ti prometto che la faccio sabato e che per darmi una botta di vita invito anche qualcuno a cena, così mi aiutano a mangiarla, ma oggi passo, d'accordo? non mi apparirai in sonno stanotte a sgridarmi?

domenica 2 gennaio 2011

loss

...losing love
Is like a window in your heart,
Everybody sees you're blown apart,
Everybody sees the wind blow. *

solo ora, aggiornando la lettura dei blog, apprendo che un caro amico ha perso la persona a lui più cara ...
non credo ci sia nulla che qualcuno può dire, in questi casi, per farti sentire meglio.  
ci sono passata, anche se lui non è morto, anche se a volte penso che sarebbe stato meglio se fosse morto, anche se è più che se fosse morto. lui è ancora lì da qualche parte, ma non con me. e non posso piangere per la sua morte, posso solo piangere la sua perdita.
capisco il dolore e il senso di solitudine che provi quando guardi il letto vuoto. e ti dici sarò per sempre sola, qui, niente più addormentarsi a cucchiaio tra le sue braccia, niente più svegliarsi da un incubo e trovare la sua presenza rassicurante, niente più carezze, niente baci teneri e appassionati. niente. lui è vivo ma l'amore è morto. i miei cari che sono morti davvero vivono con me. ma l'amore mi è morto dentro e nulla lo farà rivivere.
passa, col tempo?  non credo, è solo che ti ci abitui, impari a conviverci, ma non passa.
ieri sera parlavo con Giacomo dell'elaborazione del lutto. temo di essere ferma alla rabbia: dopo aver inveito contro tutto e tutti comincio a ritirarmi in me stessa. o forse oscillo tra la rabbia e la depressione, perché il senso di sconfitta che provo è enorme. ma non sono mai passata per la fase della negoziazione, non sono mai riuscita a riprendere il controllo delle mia vita cercando di riparare il riparabile.
vivo?  più che altro sopravvivo. vive il complementare di me, tutto quello che sono fuori. ma io, dentro, sono in stand by.

* Graceland, Paul Simon

mercoledì 22 dicembre 2010

ci voleva

come se non bastasse, non mi funziona il riscaldamento...

martedì 21 dicembre 2010

via tutti


mi pare che non ci sia altro da fare, soprattutto dopo aver visto questo video.

Al Parlamento Italiano
(630 Deputati e 321 Senatori - licenziamo anche quelli a vita)


Raccomandata A.R.  (notifica via web)

Oggetto:
notifica di licenziamento


Egregi Signori,
siamo spiacenti di informarVi che abbiamo deciso di rinunciare alla Vostra collaborazione. Tale provvedimento viene adottato per la seguente motivazione:  


  • sottrazione di beni aziendali nell'esercizio delle proprie mansioni (specie se fiduciarie)
  • condotta extralavorativa penalmente rilevante ed idonea a far venir meno il vincolo fiduciario
  • abbandono ingiustificato del posto di lavoro  
  • reiterate violazioni del codice disciplinare di gravità tale da condurre al licenziamento (basterebbe la rissa di ieri)
  • rifiuto ingiustificato e reiterato di eseguire la prestazione lavorativa/insubordinazione

Per i giorni di mancato preavviso non Vi verrà corrisposta alcuna indennità sostitutiva.
Vi invitiamo a prendere contatto con l'Ufficio Personale per il ritiro delle Vostre spettanze e dei documenti lavorativi.

Distinti saluti.

Firma
Il Popolo Italiano



grazie a viv

sabato 6 novembre 2010

quarantaquattro anni ma sembra ieri

quella volta pioveva da settembre, non come ora che due giorni di piogge feroci hanno fatto lo stesso disastro. ci ha fregati il fatto che l'anno prima sembrava dovessero rompersi tutti gli argini e fare un disastro, invece ci fu solo qualche pozzanghera. così quell'anno ci preparammo convinti che fosse un altro falso allarme. e invece fu tremendo.
mio papà lavorava al comune, non ricordo se fosse solo in giunta o anche vicesindaco. nei giorni precedenti faceva la spola tra lì, casa e la scuola. non l'avevo mai visto così preoccupato. avevamo sollevato i mobili del pianterreno, portato le automobili alla stazione dei treni, che era il punto più alto (non noi, che non avevamo l'auto, ma tutti gli altri). ci si preparava ma senza convinzione. non ricordo se facemmo in tempo ad avere la notizia di quello che era successo a Firenze e a Venezia, ma credo di sì, perché ricordo le immagini del disastro...
la notte fra il 4 e il 5 novembre miol padre rimase fuori, a sorvegliare gli argini della Livenza con quelli del Genio Civile (grazie a dio non avevamo ancora bortoladro bortolaso). tornò che albeggiava, dicendoci che  il fiume aveva rotto gli argini e l'acqua stava arrivando. poi andò a scuola, a vedere cosa poteva fare.
e l'acqua arrivò. ed era pauroso vederla rotolare sulle strade e salire, salire... sembrava non doversi fermare mai. mi tornavano in mente le parole che tante volte avevo sentito dai miei nonni: il fuoco lo puo i spegnere, il terremoto dura poco e poi passa, ma l'acqua non la fermi, non la contieni, non puoi lottare. 
ben presto ci rendemmo conto che aver sollevato i mobili non sarebbe servito a nulla, e li appoggiammo di traverso sulle scale. ci trasferimmo al primo piano, aspettando che la piena si fermasse. si fermerà, pensavamo, è già alta un metro, un metro e mezzo, due... si fermerà, quanta acqua c'è in quel fiume? ha rotto il Meduna, non la Livenza...
al tramonto smise, o comunque rallentò: eravamo in un lago, l'acqua da noi era arrivata a circa tre metri di altezza, e non eravamo nemmeno in uno dei punti più bassi. i mobili messi sulle scale avevano cominciato a galleggiare e poi si erano rovesciati, affondando con tutto quello che avevano dentro, come il titanic. gli elicotteri continuavano a girare, sopra di noi e il loro rumore mi faceva paura, non lo sopporto più, da allora. per le strade, divenute ormai vie d'acqua, giravano barche e gommoni dei pompieri e del genio, ci portavano notizie e soccorsi. mio padre era disperato per la scuola: tutte le apparecchiature dei laboratori erano perse...
non ho molti ricordi di quella notte, se non che mia mamma disse di aver dormito con la mano appoggiata al pavimento. il giorno dopo venne mio zio a prendermi, per portarmi da lui a Brescia. uscii dal terrazzino, salii con lui in gommone e andammo via fino al muretto dell'argine, sopra il quale camminammo in equilibrio precario per un bel po'.
di quello che accadde dopo ho solo i racconti dei miei.
la nafta era uscita da tutti i serbatoi e galleggiava ovunque. l'acqua ci mise due settimane per scendere del tutto, così la nafta ebbe il tempo di spargersi ben bene su tutti i muri. l'acqua era andata ma aveva lasciato il fango, e le carcasse degli animali, le mucche che galleggiavano gonfie, i cani, le galline...
ripulire fu un'impresa titanica. per anni continuammo a sentire puzza di nafta, a veder uscire umidità dai muri.
i danni furono immensi, per tutti gli abitanti. il duomo del Sansovino, la chiesa della Madonna, avevano tesori all'interno che andarono perduti. la scuola professionale, che mio padre amava come un altro figlio, ci mise anni per rimettersi in sesto, con l'aiuto degli alunni e degli ex alunni.
posso solo immaginare la disperazione della gente. la rivedo ora negli occhi di altri veneti messi in ginocchio da un'altra alluvione. sono passati tanti anni ma siamo ancora senza ritegno: non siamo ancora riusciti a capire che la terra si vendica di chi la violenta.

lunedì 25 ottobre 2010

ansia da separazione

ditemi che andrà tutto bene.
ditemi che andrà tutto bene.
ditemi che andrà tutto bene...

lunedì 18 ottobre 2010

i salvati

sono al Liceo da un mesetto, ormai. mi sento in paradiso, davvero. a parte che devo studiare un po', prima di far lezione, a parte la stanchezza, i 120 e passa nuovi alunni di cui non imparerò mai i nomi,  le classi di 30 persone, a parte le due sedi... dopo anni vado a scuola senza angoscia, posso ridere, scherzare, parlare di storia, di logica, di filosofia... insomma una goduria. e mi sono riconciliata con le generazioni dei ragazzini: questi sono sani, sono bravi, forse c'è speranza, per il futuro... 
però... però mi restano nel cuore i poveretti che ho lasciato nei professionali. che si fa per loro?

con fatica

è un bel po' che non scrivo. ho cinque bozze tra i post non pubblicati: cinque discorsi che ho cominciato e non sono riuscita a finire. volevo parlare delle sale parto: possibile che ora si muoia (o tuo figlio finisca cerebroleso) perché non ti fanno un cesareo in tempo quando una volta tagliavano anche per non dover essere disturbati di notte? in un altro parlavo dei miei colleghi rimasti senza posto e avevo anche iniziato un post per evocare lo scorfano, che mi manca e che continua a tacere, anche se ogni tanto lo incontro nei commenti, qua e là...
ma non ho pubblicato nulla. troppi altri pensieri (sempre gli stessi), troppa inquietudine.
Nichi si è laureata la settimana scorsa e non l'ho nemmeno festeggiata qui con voi. che mamma degenere...
sto aspettando l'udienza per il divorzio e non mi sento per niente tranquilla. né contribuiscono ad allentare la mia tensione le bollette arretrate non pagate, le multe (con fermo amministrativo della macchina) per aver pagato in ritardo l'abbonamento tv del 2008, i dieci euro che mi sono rimasti dello stipendio di settembre...
sto aspettando che passi. con fatica scivolo sui miei giorni cercando di pensare il meno possibile, sperando che le cose si risolvano da sole. perché io non posso farci nulla.
intanto mi perdo tra i campi di farmville. rincoglionita.
P.S. ecco, sarei tentata di non pubblicare nemmeno questo post. ma sarebbe un'autocensura e non mi va.

lunedì 13 settembre 2010

e undici

se si potesse aggiungerne un'undicesima, vorrei una macchina così

autista compreso.

venerdì 10 settembre 2010

dieci cose

Ipazia passa il testimone e lo raccolgo. anche perché mi ricorda il vecchio Cuore.
dunque, dieci cose per le quali vale la pena di vivere. che bel problema...
  1. i miei figli
  2. i miei cani*
  3. l'adagio del concerto per pianoforte e orchestra di Ravel
  4. "Viaggi" di Crichton
  5. Due per la strada
  6. le notti di maggio a Rovigno
  7. le librerie
  8. vederlo sul lastrico, solo e dimenticato dai suoi figli
  9. perdere 25 chili
  10. cucinare per gli amici
*e con questo, visto che i figli sono tre e i cani due, potrei essermi giocata le prime cinque cose...

venerdì 27 agosto 2010

ritorno

siamo a casa. clandestino compreso. viaggio un po' pesante: la gatta che faceva miao ogni 30 secondi, i cani che ansimavano e la civetta che faceva ciuf con lo stesso ritmo della gatta ma sfasata. quindi tutto un miao ciuf arf arf... ora hanno mangiato tutti, sono tranquilli qua e là che dormono e tra poco vado a nanna anch'io. senza gli usignoli. buuuuuu....

martedì 24 agosto 2010

rescue team

eccolo qua. la settimana scorsa era dietro la mia roulotte che pigolava, caduto dal nido e in cerca della mamma. l'abbiamo messo sull'albero sperando che tornasse a riprenderselo, ma ore dopo era di nuovo per terra, in cerca di aiuto. cosa dovevamo fare? nel corso di tutti questi anni in campeggio abbiamo raccattato di tutto: scoiattoli, merli, passerotti... a volte è finita bene e altre no, ma siamo sempre pronti ad accogliere i piccoli in difficoltà. Anacleto sta con noi da giovedì scorso e sembra starci proprio bene. mangia, svolazza, pigola e fa una strana danza muovendo la testa da una parte all'altra. ancora non ho capito se è un gufo o una civetta, ma i pezzetti di filetto crudo gli piacciono un sacco.
mi sa che lo porto a casa. bestia più, bestia meno...

venerdì 30 luglio 2010

aggiornamenti

hola! mi sono dotata di chiavetta internet, che costa un tot, ma mi sta evitando una crisi di astinenza... il problema è che non si paga a tempo, ma a MB scaricati, quindi devo stare attenta a quello che faccio, che pagine apro, ecc...
allora... notiziona: mi hanno dato il trasferimento, a due passi da casa, in un liceo scientifico, per insegnare metematica e fisica. piccoli problemi collaterali: dovrò studiare da matti e non si sa con i ricorsi e i controricorsi  alla gelmini se questo trasferimento sia legale o no.... azz!
qui a Rovigno piove a dirotto da stamattina. secondo ..azz!
che ne dite di venirmi a trovare il 20 di agosto e fare un lungo fine settimana di ciàcole, tra una birra, un filetto , due patate fritte e uno spiedino?
 il mio numero di cellulare croato è +385917550879. alla faccia della privacy, lo scrivo nero su bianco. tenete conto che i messaggi e le telefonate costano un po' di più che verso un numero italiano. non chiamate di mattina presto perché dormo...

venerdì 9 luglio 2010

pronti? partenza...

vado a godermi le meritate vacanze a Rovigno. parto praticamente al verde, e piena di ansia, come al solito...
vorrei quaalcuno che mi dicesse: non preoccuparti, andrà tutto bene.
vi aspetto per il bar camp. mettetevi d'accordo con Giacomo o Thumper, se non riesco a collegarmi in rete...
un bacio a tutti.

martedì 6 luglio 2010

finita

almeno questi esami sono finiti... basta ponti, basta vaporetti soffocanti, caldo umido e afoso, alzatacce alle 5 di mattina, ragazzi che portano il fascismo e si collegano con cose a caso (ne avrebbero, di collegamenti da fare, ultimamente...) e che non sanno parlare e pensare... basta colleghi che confondono l'interrogare con il pontificare, basta verbali che spuntano all'ultimo momento, orari delle due sezioni da far coincidere, chiavette da estrarre senza che si danneggino e firme, sigle, voti e giudizi da riscrivere innumerevoli volte. abbiamo chiuso i plichi, apposto due (2) sigilli di ceralacca col timbro della scuola, affisso i voti all'albo, e siamo andati via. qualche collega non lo rivedrò più, altri forse l'anno prossimo. però ho guadagnato un amico di matita, very british...
sono stravolta dal sonno e dalla stanchezza e ieri ho perso la pazienza con le mie figlie. per futili motivi che non so nemmeno ricostruire, ma mi ha fatto male. di fondo c'è il fatto che oggi hanno passato la giornata con il loro padre, e la cosa mi rode, sì, mi rode, devo sentirmi un verme per questo?

domenica 4 luglio 2010

te la do io la manovra

ho ricevuto questa mail da un mio collega di matematica. l'idea non mi sembra male. passate parola, se vi va.


Gentili colleghi/e,
vi invio queste righe per chiedervi un parere.
Una premessa: la manovra economica che sta per essere varata dal governo - lo sappiamo tutti - ci colpisce in modo pesantissimo e, soprattutto, iniquo: per brevità, riporto da un sito sindacale (un sindacato "moderato", lo Snals):
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«Non solo è previsto, come per tutto il pubblico impiego, il blocco del rinnovo dei contratti, con il quale si impedisce ogni adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, che resteranno ferme per almeno tre anni, sia quelle fondamentali che le accessorie. Alla scuola è riservata un’altra pesante penalizzazione: quella del blocco della progressione economica oltre a quella dello spostamento di ogni confronto sindacale alla fine del 2012 per la contrattazione del compenso individuale accessorio, per il personale ATA, e della retribuzione professionale docenti. Ai lavoratori della scuola, al personale ATA e ai docenti italiani si blocca la progressione economica. Si cancellano tre anni di lavoro: non hanno valore ai fini giuridici, vengono messi tra “parentesi”, valgono solo come un trascorrere del tempo in costanza di servizio, ma niente di più.  Al personale ATA e al personale docente che alla fine riuscirà a raggiungere i 35 anni di servizio, requisito minimo per ottenere il diritto alla pensione, lo Stato gliene conteggerà solo 32 per la progressione economica di carriera, impedendo quindi il raggiungimento dell’ultima posizione stipendiale. E questo costerà ai lavoratori un danno che subiranno per sempre, con effetti dunque sulla pensione e sulla liquidazione. (...) Anzi sono dirottate su altri bisogni finanziari del servizio di istruzione le risorse dell’articolo 64 della manovra del 2008, che invece dovevano integrare quelle contrattuali per la valorizzazione professionale, unica misura compensativa che destinava il 30% dei risparmi per l’unico obiettivi di qualità che era stato individuato. Agli insegnanti, che hanno una retribuzione media annuale di 25.000 euro, viene tolta in media una mensilità all’anno, ma per alcuni ancora di più.  E’ come se si prelevasse dalle loro tasche la tredicesima, una parte di salario dovuto per una prestazione lavorativa. Non è poi così diverso dal mettere le mani in tasca per togliere soldi con altre o maggiori tasse. Eppure, niente è chiesto a chi guadagna 90.000 euro all’anno. Un sacrificio minimo al 5% scatta per chi guadagna tra 90 e 150.000 euro, mentre solamente per l'importo eccedente i 150.000 euro è applicato il taglio del 10%. Per essere chiari: chi guadagna 100.000 euro ne paga 500, la metà di un collaboratore scolastico; chi guadagna 160.000 paga 4.000 euro, non molto di più di un professore delle scuole superiori.»

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Secondo i calcoli di un'altra sigla sindacale (Flc cgil), la perdita media per un docente di scuola secondaria II grado è di 1990 euro (si va dai 1188 euro per chi è nalla fascia 3-8 anni ai 2987 per chi è nella fascia 21-27).
Di fronte a questa manovra, altre categorie (dai poliziotti ai magistrati ai docenti universitari) hanno protestato o protesteranno. Hanno potere: otterranno. Sembra che solo noi insegnanti di scuola, che di potere non ne abbiamo, possiamo essere presi a schiaffi impunemente.
I nostri scioperi - lo sappiamo - non interessano a nessuno, non servono a nulla, se non a trattenerci dallo stipendio (magro) ulteriori quattrini (e di questo non ce n'è proprio bisogno). E allora? Non fare nulla? No: si tratta di trovare forme alternative, nuove ed efficaci (se condivise e diffuse) di protesta.
A ben vedere, noi disponiamo di almeno DUE strumenti potenzialmente assai "forti", e privi di controindicazioni (perchè perfettamente nell'ambito della legalità), per farci sentire. Strumenti che potrebbero generare danni economici notevoli (i SOLI argomenti in grado di ottenere l'attenzione dei decisori):
1) Il turismo scolastico "vale" come fatturato almeno 375 milioni/anno (http://static.touringclub.it/store/document/219_file.pdf): di più, se si considera l'indotto. I viaggi di istruzione passano per i collegi docenti, e per i singoli colleghi disposti (ma NON obbligati) a fare da accompagnatori: perché non azzerare questa voce, bloccando ogni viaggio di istruzione, come strumento di protesta (aspetto - ovviamente - da sottolineare bene)?
2) Adozioni dei libri di testo per il prossimo (2011/12) anno scolastico: secondo i dati ufficiali dell'AIE, l'editoria scolastica "vale" la cifra non indifferente di 676,8 milioni di euro (http://www.aie.it/Portals/21/Files%20allegati/sintesiRapporto2009_R.pdf). Le adozioni passano per i consigli di classe, prima, e per i collegi docenti, poi. Ma i docenti potrebbero legittimamente decidere di non adottare alcun testo scolastico, ricorrendo a materiale autoprodotto/trovato in rete (dove si reperisce veramente di tutto), ovviamente nel rispetto della legge sui diritti d'autore. Scrivere gli esercizi alla lavagna o distribuire qualche fotocopia è scomodo? Certamente. Ma non ne vale la pena?
Stiamo parlando potenzialmente di oltre UN MILIARDO di euro all'anno. Un miliardo (potenziale) ogni anno.
Basterebbe che almeno un collega proponesse l'idea ai collegi docenti, al momento delle delibere: naturalmente se alla manovra non saranno apportate quelle correzioni (soprattutto la rimozione del devastante blocco della progressione economica) in grado di cancellare le macroscopiche, inique misure punitive nei confronti della nostra (unica!) categoria di personale della scuola.
Che ne pensate? Mi sfugge qualcosa?
Se a vostro parere l'idea è buona, si tratterebbe di "farla girare" tramite la rete. Via email (o con altri mezzi che io non frequento e che lascio ad altri più bravi di me: facebook? o cose simili) e con un po' di partecipazione, la diffusione sarebbe esponenziale. E non sarebbe neppure molto difficile arrivare a fare notizia sulla stampa...
(Un'ultima cosa: non mi dite, vi prego, che così si danneggerebbero "terzi": gli operatori turistici, gli editori. Lo so bene, e non me ne rallegro. Anzi. Ma non ci vanno di mezzo SEMPRE "terzi", quando una categoria - dai medici agli avvocati, dai camionisti agli autoferrotranvieri - protesta? Non siamo noi insegnanti i "terzi" rispetto a chi fa pagare a noi, e ai nostri stipendi più bassi d'Europa, il peso dei conti a catafascio - ossia gli errori degli altri? Non sarebbe ora di finirla, e magari chiedere un po' di più a chi ha molto di più?). 
Un caro saluto (e scusate la lunghezza: non ho avuto abbastanza tempo per essere più breve...)
Ivan
 

sabato 3 luglio 2010

a Venezia fa caldo, ma si tira avanti

sto facendo gli esami di maturità a Venezia. ovviamente avevo chiesto qualunque sede tranne il centro storico, ma lassù non hanno capito... arrivare fin lì è allucinante: devo prendere il treno, poi il vaporetto, poi fare un pezzo di strada a piedi: questa settimana mi sono alzata alle 5 di mattina, che per una che dorme volentieri anche fino a mezzogiorno è un atto di violenza. i primi giorni ho provato a fare tutta la strada a piedi, ma non ce l'ho fatta: troppo peso da portare in giro sulle ginocchia artritiche. così imparo a ingrassare a dismisura. insomma la cosa è un po' devastante, ma stringo i denti e penso che così avrò un po' di soldi in più per Rovigno. che mi servono davvero.
Venezia è un posto strano, ma descrivere la sua stranezza è complicato, perché la vita vi scorre con ritmi diversi. in questi giorni ho passato momenti di odio totale per i ponti, per il caldo, per i negozi di falsi souvenirs che sono nati come funghi, e momenti di vero rapimento per le calli strette nelle quali un gatto è disteso a cogliere un po' di fresco, per i giardini nascosti che si intravedono dietro a vecchi cancelli, per le case cadenti che sono gioielli del passato, sfioriti ma ancora meravigliosi. e i vecchi, i tanti venessiani che non vogliono mollare la loro città anche se viverci è complicato, trascinando il carrello della spesa su e giù per i ponti, prendendo il vaporetto, dovendo pagare tutto a prezzi turistici.

non facevo la maturità da qualche anno e i ragazzi mi sembrano, nel complesso, peggiorati. non dicono grosse scemenze e sono anche discretamente preparati, chi più chi meno (in matematica molto meno, ma non infierisco). il problema è che non sanno parlare. non è un problema da poco: se alla domanda "cos'è il dominio della funzione" uno mi risponde "il dominio si calcola così e così" significa che le sue capacità logiche sono scarsine (sorvolando sul fatto che il dominio non si calcola ma si individua, e che comunque non lo sa né calcolare né individuare, ma vabbè queste son pignolerie). e poi è tutto un "ho portato Pirandello" e "mi collego con italiano". occhèi, siamo in un professionale, ma mi dicono che al liceo le cose non sono molto diverse e la cosa non mi consola affatto.

e giusto per aggiornare il mio ultimo post: ieri in treno ho trovato un collega che non vedevo da tempo e che lavora distaccato in uno degli uffici dell'usr (quello che una volta si chiamava provveditorato, per capirci). gli ho raccontato del corso che ho appena fatto e mi ha detto "scordati di poter utilizzare quel titolo. il nuovo regolamento sulla formazione non verrà approvato e tutti quelli che lavoravano per le ssis saranno tenuti fuori dalla nuova formazione degli insegnanti". che gioia!
Rovigno, mi serve Rovigno. e asilo politico in Croazia.

giovedì 1 luglio 2010

gli esami non finiscono mai

fatto! questo pomeriggio ho superato con esito positivo l'esame di quel dannato corso per tutor dei tirocinanti.
non so se mi servirà mai a qualcosa, ma sembrava anche una cosa abbastanza seria, visto che nella commissione c'era un dirigente del miur... boh. 
sono contenta perché sono riuscita a presentare il mio progetto sostenendo le mie idee anche se erano abbastanza ortogonali alle loro. tiè!




venerdì 4 giugno 2010

lady and the tramp

Giulia è andata via di nuovo, in questa stagione andare a lavorare a Jesolo in macchina vuol dire combattere con le code, così ha trovato un appartamentino e ci starà fin che non cambia di nuovo idea. stasera le mando un po' di cibo buono, così per qualche giorno è a posto... visto che una mia amica mi ha portato la carne macinata da Rovigno, ho fatto un bel ragù che dura e le polpettine per gli spaghetti di Lilli e il Vagabondo.

occorrono:
un chilo di macinata (mista manzo e maiale, non troppo magra, macinata due volte) 
due pugnetti di pangrattato e uno di grana
tre uova
noce moscata, origano, prezzemolo, aglio in polvere, sale (o insaporitore di qualche tipo, io uso la salamoia genovese) secondo i gusti.
olio per friggere e un po' di extravergine per la salsa
passata di pomodoro e, naturalmente
spaghetti.

impastate la carne con le uova, il formaggio, il pangrattato e gli aromi. con tanta pazienza formate delle polpettine grosse come una piccola noce (tanto mica andiamo col calibro: basta che si possano mangiare in un boccone). passatele in olio bollente (in una padella, circa due dita di olio) fino a che si colorano un poco. basta il tempo che la carne si sigilli, se no si spappola nella salsa. toglietele e asciugatele nella carta da cucina (queste dosi sono per un centinaio di polpettine). preparate la salsa con due bottiglie di passata e un po' d'aglio soffritto nell'olio (e una foglia di basilico alla fine ci sta bene) quando si è un po' asciugata aggiungete le polpettine e fate cucinare ancora una diecina di minuti. meglio fare il tutto in una pentola grande, tipo quelle da paella, così poi aggiungete gli spaghetti e servite in tavola che fa un bell'effetto.

ai miei bambini piace un sacco. si lavora un po' ma è un bel piatto unico, buono anche freddo se usate pasta corta. 

P.S. se poi ne volete fare una religione...

martedì 1 giugno 2010

atti giudiziari

l'altro giorno ho trovato nella cassetta della posta il solito avviso di raccomandata, verde stavolta: atti giudiziari. beh, o era una multa, o il vicino cretino che mi denuncia perché i cani fanno la cacca in giardino (il mio, ovviamente) e a lui dà fastidio, o l'ex... oggi sono andata a prenderla e dentro c'erano poche righe che dicono che lo stronzo il signor ..... ha depositato in tribunale a Venezia copia del ricorso, che devo andare a prendere nel mio comune. suppongo per il divorzio.
bene. 
domani leggerò cosa scrive il suo avvocato. per la separazione ha detto che non gliela davo abbastanza, nonostante tutti i regali che lui mi faceva quando tornava dai suoi viaggi. vediamo stavolta cosa si è inventato. 
mi sento di merda.